I video e L'Isola Amena 
 

                                     

 

CON L'UPMED SULLE ORME DELLA CULTURA

    Ancora un interessante viaggio di istruzione dell'Università popolare del Mediterraneo, questa volta alla scoperta dei tesori artistici, monumentali e culturali di Napoli, la capitale del Regno omonimo, poi delle due Sicilie. 
    In questa un breve resoconto in video dell'avvenimento.


                                                           ORLANDO GIRIMONTE - IL DOTTORE

    Ancora un omaggio alla memoria del carissimo amico Orlando Girimonte con quella che è la sua più celebre macchietta autenticamente caccurese piena di doppi sensi degna della più famosa tradizione napoletana che produsse canzoni come Cosimo Pellecchia, Canto malinconico e altre ancora. Grande Orlando! 

 


                                                      Le visite dell'UPMED - Oriolo - Domenica 15 ottobre 2017

   Prima visita guidata dell'UPMED per l'anno accademico 2017/18. Meta la cittadina di Oriolo nell'Alto Ionio cosentino, tra i borghi più belli d'Italia.  Oriolo, oltre a essere un paese bellissimo e interessante, ha dato anche i natali a personaggi illustri come il chirurgo e ginecologo Nicola Giannettasio o famosi come Giuseppe Pignatone del Carretto che fu sindaco di Napoli dal 1857 al 1860. Fu lui, assieme al famigerato Liborio Romano e al generale De Sauget a consegnare Napoli a Garibaldi senza opporre resistenza. Il giorno dopo, però, il sindaco partenopeo originario di Oriolo, si dimise avendo giurato fedeltà al re Francesco II. 
   Di origini oriolesi è anche l'allenatore Franco Colomba che guidò in passato la Reggina e altre squadre di calcio di serie A e B, il cui padre era un oriolese. 





                                                                                   Addio a Severio De Santis 

     Abbiamo perso anche Saverio De Santis; un altro comunista. un combattente di mille battaglie, un uomo sempre dalla parte dei lavoratori, dei disoccupati, della povera gente,  amato e stimato dai ceti popolari. Una perdita notevole per la Sinistra crotonese o meglio di quel che ne resta dopo la deindustrializzazione, la continua marginalizzazione di quella che fino a trent'anni fa era la città più industrializzata della Calabria, una realtà ricca di fermenti politici e popolari e che oggi deve affidare il suo futuro e il suo prestigio alla squadra di calcio.  Certo, i tempi sono cambiati, ora viviamo in un mondo globalizzato, sono spariti gli uffici pubblici e privati sostituiti dai call center, le industrie, le idee, ma se ne sono andati anche tanti uomini grandi che nel secolo scorso, non solo seppero leggere ed interpretare i cambiamenti in realtà come quelle del Marchesato, ne ma furono i promotori. Parlo di gente come Pasquale Poerio, Pasqualino Iozzi, Giovanni Lamanna, Fofò Oliverio,  Ciccio Caruso e tanti altri. Oggi che molti comunisti sono diventati socialisti liberali e scimmiottano le parole d'ordine del liberismo bocconiano, gli uomini come lui sono rimasti davvero pochi. Addio, Saverio e grazie per essere stato un nostro compagno.              

 

              


                                            
Eugenio Marino in Maruzzella

      Ancora un omaggio a Genuzzu Marino, l'uomo che mi ha dato i natali, il nome e tutto quello che poteva. Questa volta lo vediamo in veste di chitarrista dilettante, autodidatta, lui che le chitarre, le mandole e i violini di cartone se li fabbricava da solo. La fortuna ha voluto che riversando alcune vecchie video cassette che sto convertendo in digitale incappassi in questo frammento di video del 1992 che a questo punto custodirò come un preziosissimo tesoro.  Ed ecco a voli una personalissima esecuzione di Maruzzella, il celebre brano di Nicola Salerno (Nisa) e del grande Renato Carosone.

                                 

                                                                       OMAGGIO A MIO PADRE

      

   Oggi voglio fare un omaggio a mio padre con questo video di un' intervista rilasciata a RTI nell'anno 2000 nella quale parla del suo lavoro, della sua arte modesta e racconta alcuni aneddoti della vita di emigrato in Svizzera. Spassoso il racconto di come seppe difendere l'onore dell'Italia, lui che l'Italia non l'aveva  certo in gran simpatia, soprattutto di quella democristiana che lo aveva costretto a cercarsi il pane in un paese straniero acconciandosi a fare il lavapiatti. Davvero grande il mio vecchietto, l'uomo che mi insegnò cos'è la dignità, oltre a tante altre cosucce. 

                                                        BRUCIARELLO, UN PARADISO CACCURESE

   
Si possono fare le cure termali fai da te in mezzo a un paradiso naturalistico, un luogo selvaggio, quanto ameno, oziando, conversando amabilmente con amici occasionali, respirando aria salubre a pieni polmoni e tutto senza spendere un solo centesimo? Certo, tutto ciò è possibile in un luogo magico tutto da scoprire: Bruciarello, una zona geotermale del comune di Caccuri a pochi chilometri dalla cittadina. Provare per credere o, magari, dare un'occhiata a questo video. 

                                                  DALL'ALBA A MEZZANOTTE PER LE VIE DI CACCURI 

   Oggi voglio offrirvi questo video che si apre con una spettacolare alba sul paese e si chiude con una lunga passeggiata notturna per le strade del centro storico. Anche di questi tempi, a meno che non si organizzi un qualcosa che richiami gente da altri paesi, come il Keds' festival o altre iniziative analoghe, il paese è desolatamente vuoto il che per ritrovare pace e serenità potrebbe anche essere un bene, ma, il troppo stroppia  e le trope case chiuse e le strade deserte ci fanno rischiare una depressione. Buona visione a tutti voi. 

                                                    FILASTROCCA DISPERATA

     A chi volesse perdere un paio di minuti offro questa piccola riflessione semi seria sullo stato del pianeta condensata in una filastrocca scritta e recitata in giornata con questo piccolo video auto prodotto già a partire dalla ripresa video. Nell'occasione vi auguro buona serata.

 

                                                               LA PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO

                    

      A beneficio degli amici e dei compaesani sparsi per i cinque continenti pubblico questo video che ci mostra qualche minuto della processione del Venerdì Santo, un rito che anche a Caccuri affonda le radici nei secoli. Si tratta della prima parte, quella che si svolge di giorno tra le cinque e le sei del pomeriggio quando i fedeli partono dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie con la sola croce di penitenza e raggiungono quella di Santa Maria del Soccorso già annessa al convento dei domenicani per prelevare la bara con il Cristo morto e l’Addolorata. Quindi le statue vengono portate nella chiesa matrice nel centro storico dalla quale, dopo i riti del  particolare giorno e la tradizionale predica di un religioso bravo predicatore, la chiamata della Croce e poi di Maria alla quale viene presentato il figlio morto, verso le nove o le dieci di sera, riparte la processione notturna per fare il giro del paese con ritorno nella chiesa di partenza. Dopo la mezzanotte, poi, esce una terza processione, quella della Via Crucis, vulgo “ ‘u giru ‘e ra Cruce”, un tempo riservato ai soli uomini, poi esteso anche alle donne. Particolarmente bella e commovente quest’ultima, molto sentita al punto da richiamare in paese caccuresi sparsi per ogni angolo d’Italia che non  mancavano mai l’ appuntamento. Bellissimo e struggente il canto “Empia quanto fu la voce” che ricorda la terribile condanna di Pilato e il carico di sofferenza, di affanni  e di dolore per il Cristo,  per i suoi cari, per i suoi discepoli che derivarono da quell’atto spietato.
   Quando ripenso a questo bellissimo rito caccurese il ricordo commosso va a Orlando Girimonte che ne fu per anni il celebrante, a Salvatore Pirito, a Gigino Pasculli, a Salvatore Gigliotti, a Totò Scigliano, concelebranti che lo affiancavano con le loro possenti e bellissime voci.
    Buona Pasqua ai lettori di questo breve ricorso.

 

                                                'A disperata, "uno vuoto" di Jacques Le Goff
                                                           
un brano di Vincenzo Parrotta


      Il video che vi presento oggi è un omaggio a Vincenzo Parrotta e alla sua arte, il canto, ma anche la pittura, ai quadri che quest'"umile artigiano del pennello" realizza bella sua bottega di via Misericordia con passione e tanta modestia e che fanno da sfondo al filmato.
     Per l'occasione Vincenzo interpreta una stupenda canzone  popolare caccurese che si riallaccia a un' antichissima leggenda
siciliana messa in versi nel Cinquecento dal poeta Matteo Ganci e ispirata alla vicenda della Baronessa di Carini , ripresa nel Seicento, ai tempi di Masaniello,  dalla tradizione napoletana e diffusa in tutto il Regno. Si tratta del canto disperato di un uomo per la morte dell'amata. Nel 1842 poi fu ripresa da Giulio Genonio che ne scrisse una nuova versione conosciuta col nome di Fenesta ca lucive, musicata dal catanese Vincenzo Bellini, uno dei più grandi musicisti italiani.
   Quella interpretata da Parrotta è la struggente versione caccurese che sono faticosamente riuscito a recuperare chiedendo aiuto a diversi anziani, ognuno dei quali ne ricordava solo alcuni frammenti che, rimessi insieme, mi hanno permesso di ricostruire l'intera canzone e poi  il Maestro Luigi Antonio Quintieri, bravissimo musicista oltre che valente avvocato,  ne ha fatto un arrangiamento moderno e accattivante.
    Anticamente, fino ai primi decenni del secolo scorso, veniva cantata spesso accompagnata con la chitarra battente e, a volte anche col mandolino. 
   Questo pezzo, come tutti i pezzi della tradizione popolare e in dialetto,  ha un notevole valore antropologico - culturale sia per ciò che concerne il lessico dialettale, sia per quanto riguarda la storia non scritta, ma tramandata oralmente come quella della presenza di un sepolcreto in contrada Annunziata (odierna piazza Annunziata) di proprietà della congregazione dell'Annunziata, luogo nel quale agli inizi degli anni '50, in occasione dei lavori di realizzazione della strada Caccuri - Santa Rania, furono effettivamente rinvenute delle ossa. 
   Anticamente, infatti, prima della costruzione del cimitero in contrada Manco del Rosario (proprietà della Congregazione del SS. Rosario) i morti venivano tumulati all' Annunziata o a San Nicola. In pratica, dal punto di vista storico si tratta di uno di quei "vuoti" dei quali parla lo storico Jacques Le Goff, ovvero di un frammento di tradizione culturale profondamente radicato nella tradizione locale giunto fino a noi e perciò elevato a fonte storica non documentale. Vale davvero la pena di gettare uno sguardo a questo video e ascoltare attentamente questa nostra "perla" autenticamente caccurese. 

 

                                                        La Passione di Cristo
                                                           di Giuseppe Marino


      

    In questa Settimana santa voglio regalare agli amici visitatori de L’Isola Amena questo video de La Passione di Cristo, uno degli ultimi lavori messi in scena con i miei alunni nel 2005 nell’ex palestra all’aperto dell’ex edificio della scuola elementare di via Adua.
 
    E’ un’opera particolare, in parte ispirata ai vangeli apocrifi,  nella quale ho cercato di rappresentare un Cristo più umano, un po' pasoliniano, che intende la sofferenza terrena  non come mezzo di espiazione e di salvezza, ma come un fastidioso accidente che è bene rimuovere con i miracoli (magari della scienza) e con la solidarietà sociale.  “Non è peccato voler vivere e vivere felici, è una delle sue battute, è peccato voler morire.” La ricerca della felicità (terrena), quindi, non è in contrasto con la salvezza eterna.
   Un Cristo rivoluzionario che preoccupa  più i vertici religiosi del tempo, timorosi di perdere quel prestigio e quell’autorità  con i quali da sempre condizionano e sottomettono i politici e i popoli, che lo stesso Pilato che pure rappresenta il potere di Roma imperiale.
    Concetti, ovviamente, espressi tra le righe, difficili da cogliere come si conviene per evitare critiche e censure, ma presenti e radicati anche nella stessa dottrina cristiana se è vero com’è vero che oggi la chiesa di Francesco è molto più impegnata sul sociale di molti sedicenti partiti della sinistra europea e mondiale e si preoccupa anche "dei corpi", oltre che delle anime.
    Lo stesso testo era stato messo in scena qualche tempo prima, con attori adulti, nella suggestiva cornice della Porta Piccola e presentato anche a Strongoli in una memorabile serata.  
    Nella versione scolastica a dar vita ai vari personaggi sono alunni della mia e della altre classi della scuola  elementare Mario Filippo Sperlì di Caccuri, tutti bravissimi; da Alessandro Silletta nelle vesti del Cristo, a Luigi Lacaria, un grande Nicodemo, a Giulia Piccolo, una Madonna stupenda, a Antonella Durante nei panni di una commovente Maddalena, alla stupenda Federica Longo che interpreta la cieca. E poi ancora Francesco Granato nelle vesti di Pilato, Luigi Durante, in quelle di Tito e tutti gli altri.
    La qualità del video è accettabile per nitidezza, ma il montaggio lascia a desiderare avendo avuto a disposizione un solo cameraman che coincideva con l'autore, col regista, con l’addetto alle musiche e col fotografo di scena.
   Colgo l’occasione per ringraziare ancora i miei colleghi che mi diedero la loro preziosa collaborazione e il dirigente scolastico, l’amico Peppino Silletta.

 

LA FESTA DELLA DONNA DEL 1986



   Oggi voglio riproporre agli amici visitatori del L’Isola Amena un vecchio video del 1986 girato in occasione di una memorabile Festa della donna  celebrata nella Sezione del PCI di Caccuri in viale Convento. E’ un documento molto importante perché, oltre a ricordarci tante persone care che non sono più con noi, ci mostra tanti interventi qualificati e appassionati di donne ( ma anche di qualche ragazzo) caccuresi, quasi tutte giovanissime, molte delle quali poi si sono trasferite in altre regioni italiane mentre il paese si è andato via, via spopolando sino a perdere le più belle intelligenze. Presenti in quell’occasione anche due carissimi amici e compagni il compianto senatore Mario Sestito e un giovanissimo Maurizio Mesoraca, segretario della Federazione di Crotone che senatore lo diventerà qualche anno dopo.
   Erano ancora anni nei quali la politica si occupava dei problemi della gente, dei lavoratori, dei pensionati, degli impiegati, dei disoccupati, della salute dei cittadini, ma anche di grandi temi internazionali, della pace, del disarmo, della costruzione di un’Europa dei popoli. Ovviamente tra i temi politici non mancava, anzi era preminente, quello dei diritti della donna e delle pari opportunità (che sono cosa diversa dalle quote rosa modello WWF), della tutela della maternità,  problemi dei quali si discuteva tutto l’anno e sui quali l’8 marzo si cercava di fare il punto.  Allora non c’era donna, neppure la meno impegnata tra le militanti di un partito che non conoscesse l’origine e il significato della celebrazione e che scambiasse l’8 marzo per un party mondano. Poi negli anni ’90 ci fu la crisi dei partiti, le sezioni persero via via importanza fino a chiuderle  del tutto con l’invenzione del partito liquido, le donne dirigenti sparirono e l’8 marzo “finì nelle mani” di gente convinta che si trattasse di una festa tipo quella della mamma, del papà o di San Valentino, le sezioni furono sostituite dalla pizzerie e dalle discoteche  e le donne finirono dietro le tastiere dei computer del call center a 300 euro al mese. 
     Un saluto calorosissimo alle amiche e agli amici, compagne e compagni che si riconosceranno nel video e che ricordiamo sempre con tanto affetto e l’augurio a tutte le donne che la loro festa torni a essere un momento di lotta e di riflessione sulla loro condizione, ma anche su quella dei loro compagni, sui diritti negati o aboliti, sulla dignità del lavoro, la democrazia e la libertà. Oggi ce n’è veramente bisogno.

 

                                                                       UN VIAGGIO A PRAIA

 

 

 

    Ancora un interessante viaggio di istruzione nella nostra meravigliosa regione, quella regine che credi di conoscere benissimo, ma che ti riserva sempre meravigliose sorprese rivelandosi una miniera inesauribile di bellezze paesaggistiche e ambientali, storia, monumenti, cultura, intelligenze, operosità, efficienza organizzativa. Si, perché la Calabria è tutto questo e anche altro. 
  Promotrice dell'iniziativa, l'UPMED, l'Università popolare del Mediterraneo, il suo presidente Maurizio Mesoraca , i suoi preziosi collaboratori e collaboratrici che da diversi anni sono impegnati in quest'opera di arricchimento culturale dei soci e di promozione della nostra regione, ma anche di altre regioni del nostro Mezzogiorno come la Sicilia, la Puglia, la Campania che abbiamo visitato i passato, ma anche la "Città eterna" che sarà la meta del prossimo viaggio d'istruzione. 
  Tornando alla gita di ieri 5 marzo a Praia a Mare mi preme sottolineare che abbiamo visitato una delle cittadine più belle e meglio organizzate della nostra regione, una vera perla del Tirreno con la sua bellissima costa, l'isola di Dino, la più grande tra le due isole calabresi, la bellissima grotta che ospita la chiesa della Madonna della grotta, appunto, il castello normanno, il suo interessante muse, ma soprattutto con le sue istituzioni ed agenzie culturali che, evidentemente lavorano in una sinergia e una sintonia perfetta per dare al visitatore il massimo e il meglio. Al miracolo contribuisce, probabilmente, anche il seno civico dei cittadini. Nell ore di permanenza nella cittadina tirrenica, nei luoghi che abbiamo visitato, nelle strade che abbiamo attraversato non ci è capitato di vedere alcunché fuori posto o fuori luogo: gli arredi urbani in perfetto stato, nessuna traccia di vandalismi, sporcizia, trasandatezza: tutto pulito, curato, ordinato. Sono queste, oltre alle bellezza, ai monumenti, alla storia, alla cultura,  le cose che ci rendono orgogliosi di essere calabresi. E non dimentichiamo l'ottimo cibo ce ci è stato servito in un bellissimo ristorante. Ancora grazie  a Maurizio e ai suoi collaboratori che ci stanno facendo scavare nella miniera e negli  inesauribili filoni culturali calabresi.  

 

EUTANASIA


   L'eutanasia è un tema molto di moda in questi giorni, un tema che divide gli italiani tra favorevoli e contrari in un dibattito drammatico e lacerante. Molti  (non sappiamo se maggioranza o minoranza, comunque una parte consistente del popolo)  sono favorevoli all'introduzione della pratica nella legislazione italiana,  molti altri sono contrari perché ritengono la vita un dono di Dio al quale spetta il diritto di decidere quando deve finire. Ovviamente parliamo di eutanasia riferita alla vita dell'uomo e non a quella pratica che nel Mezzogiorno d'Italia è in vigore dal 1861 nel disinteresse di tutti.:  l' eutanasia dei nostri paesi e delle nostre città che ho voluto trattare in questa breve poesia. 

 

'U LATRU POVARELLU

    Tra i personaggi che popolavano i nostru paesi della Calabria nei secoli XIX e XX figura il piccolo ladruncolo, il poveraccio che spesso,  come i "poveri briganti" del mio saggio storico, non aveva altro mezzo per sopravvivere e per sfamare la famiglia. Si trattava di una piaga per il paese., ma tutto sommato, tollerata. Quasi mai si trattava di personaggi violenti, tutt'altro. Spesso, quando venivano colti sul fatto, come si suol dire, "paravanu i costi", ovvero offrivano la loro schiena al derubato che con qualche legnata sfogava la sua rabbia ed evitava di ricorrere alla carta bollata. 
    In questa poesia in vernacolo di una decina di anni fa ho cercato di tratteggiare la figura di uno di quest
i nostri "pittoreschi" personaggi.   

 

                                                    I MONUMENTI DI CACCURI

                                                 LA CHIESA DI S. MARIA DEL SOCCORSO

    
La chiesa di Santa Maria del Soccorso, altrimenti detta della Riforma dopo che il convento domenicano passò ai francescani riformati, è senz'altro il monumento più interessante del paese, anche se non il più antico. I lavori per la sua costruzione iniziarono nei primi decenni del XVI secolo, ma fu completata solo bei primi anni '50 del secolo scorso quando, finalmente, si trovarono quei soldi che i poveri monaci domenicani e francescani non erano mai riusciti a trovare per completare il campanile. Il "miracolo" non lo fece la Madonna del Soccorso, né uno dei tanti santi ospitati nelle nicchie al suo interno, ma la tanto bistrattata Cassa per il Mezzogiorno che, i cui dipendenti, almeno in questo caso, ebbero il buongusto di non disegnarci sopra il solito scudo crociato come si usava allora, quasi che il mondo intero appartenesse ai democristiani e le opere pubbliche si realizzassero coi loro soldi.  
    Essendo stata completata in più di tre secoli, altari e arredi appartengono a stili architettonici diversi e ciò ne accresce l'interesse. Di notevole un ambone ligneo, gli scanni corali e il maestoso altare di San Domenico. Chi ha eventualmente interesse a conoscere un po' meglio la storia del monastero e della chiesa può visitare L'Isola Amena a questo link:
http://www.isolamena.com/Caccuri/Monumenti/convento.htm
Buona visione

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                                             LA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE

       Questo video è il primo di una serie dedicata ai monumenti di Caccuri. Ovviamente non si tratta di documentari, ma di brevi preseNtazioni che hanno giusto lo scopo di far conoscere sommariamente il nostro patrimonio storico, monumentale ed archeologico a chi eventualmente non lo conoscesse. La storia un po' più approfondita di queste opere d'arte, opifici, manufatti di archeologia contadina potete leggerla su L'Isola Amena nelle pagine dedicate a Il mio lavoro o Il mio paese. Questo primo lavoretto è dedicato alla chiesa madre del paese che si erge nella parte alta del centro storico. 



                                                    CACCURI E DINTORNI

       Cari visitatori,
Caccuri è bella da guardare dal di dentro, ma è molto più bella vista da lontano, da uno qualunque dei quattro punti cardinali, soprattutto se abbiamo la capacità di sorvolare su qualche manufatto non porprio "intonato" per non dire uno sconcio, di quelli che costellano, purtroppo molti bellissimi borghi della nostra Calabria e dell'Italia intera, anche se non è che nel resto del mondo si scherzi in materia. I dintorni del paese poi, con le loro formazioni arenarie prodotte dagli agenti atmosferici, i suoi boschi, i laghetti vul
canici, i corsi d'acqua purissima, sono una favola.

 

                                         UN VIDEO DEI MIEI RAGAZZI PER LA MEMORIA

   In occasione della ricorrenza della Giornata della memoria voglio pubblicare questo video realizzato con gli alunni di una delle ultime generazioni che mi furono affidate in trentasette anni di insegnamento. A quel tempo la sotria non era stata ancora del tutto bandita dai programmi scolastici, anche se io l'ho insegnata a mio rischio e pericolo fino al pensionamento.
  La Giornata della memoria fu istituita solo nel 2005, quando i partiti di sinistra, che erano sempre stati i migliori custodi della stessa erano praticamente spariti e ricorda la liberazione del capo di sterminio di Auchwitz dalle truppe dell'Armata rossa sovietica del  maresciallo Konev. Poi nel 1997 a liberare gli internati fu un carrarmato americano di celluloide, ma questa è un'alta storia. Falsa ovviamente.
  Nell'occasione saluto i miei aunni che parteciparono con entusiasmo e competenza alla realizzazione di questo video che si avvale anche delle musiche del grande maestro Quintieri. Buona visione. 

                                                   La gente della Caccuri del Novecento

  
Con quest'ultimo video si conclude il "trittico" dedicato alla Caccuri del Novecento. Questa volta protagonisti sono i singoli caccuresi e le loro famiglie, tutta gente che ho conosciuto di persona, dalla quale ho imparato tanto e alla quale va il mio saluto e il mio grazie. Ognuno di noi deve tantissimo a chi ci ha preceduto e ci ha "affidato il  testimone"  consegnandoci un patrimonio di conoscenza, una identità culturale del quale dobbiamo saper fare tesoro, custodirlo gelosamente, farlo possibilmente fruttare e riconsegnarlo alle giovani generazioni che si alterneranno a noi nel "possesso" di questo angolo del mondo.  Un saluto e un grazie di cuore.  Buona visione. 

Cari visitatori, oggi vi propongo un video sulla vita sociale della Caccuri del Novecento ricostruita attraverso una serie di fotografie che vi presento senza alcun commento. Si tratta di scene di vita che documentano attività lavorative, momenti di vita in comune, feste, matrimoni, funerali che ci consentono di ricordare tanta buone e brave e persone di questo paese che, purtroppo, non sono più con noi, ma che chi ha la mia età o qualche anno in più ha avuto la fortuna e il piacere di conoscere e frequentare e di apprendere dalla loro saggezza.

 

La vita sociale nella Caccuri del Novecento

 

 

 

 

 

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