Sogno

 

                                                                              SOGNARE NON COSTA NULLA

    Il bellissimo murales dipinto nei giorni scorsi su una parete degradata di una casa in largo Vincenzo Ambrosio dall’artista Giorgio Marzo conosciuto con lo pseudonimo di Smoe mi ha fatto ritornare alla mente qualche mio vecchio  sogno e immaginare cosa potrebbe diventare il nostro paese se la street art si combinasse con un’azione intelligente di recupero del un patrimonio urbanistico, artistico, monumentale di questo nostro fortunato borgo. Un murales da sé non risolve il problema. Provate a immaginare l’opera d’arte di Smoe nel vecchio contesto di via Buonasera prima della rimozione di quell’antitetica scala che ostruiva l’entrata del Sumporto e la vista della Misericordia. Quante volte ho sognato il suo smantellamento e il sogno finalmente si è avverato grazie all’intelligenza del proprietario e oggi quello slargo, anche grazie al murales, è diventato uno degli angoli più belli di Caccuri.  Da sempre sogno la rimozione di quell’altra anti estetica scala sulla facciata del convento realizzata nei primi anni del secolo scorso per alloggiarvi la caserma della guardia di finanza, un vero pugno nell’occhio che deturpa uno dei più antichi e preziosi monumenti caccuresi. Dopo quasi due secoli dai disastri provocati dai francesi ai tempi di Murat il complesso è tornato finalmente, in gran parte proprietà pubblica, del comune e della fondazione Terzo Millennio per cui non dovrebbe essere difficile, presentando magari un progetto insieme ottenere il finanziamento per ristrutturare l’antico cenobio che potrebbe essere poi adibito a sede della fondazione o perfino a municipio come è stato fatto in altri paesi ripristinando l’entrata dal chiostro e demolendo la scala esterna. Fatto questo le pareti del chiostro o quella che attualmente è occupata dalla scala  potrebbero essere abbellite da murales con scene di vita monastica. Io l’ho sognato come in questa foto a mo’ di esempio. Mi piacerebbe, nei prossimi anni, vedere realizzato anche questo sogno.

                                                                                    SOGNANDO I CROCI



    Sarebbe bello poter gettare uno sguardo nel passato (chissà se in futuro non sarà possibile con qualche macchinario simile alla macchina del tempo) al nostro paese, per vedere com'era, magari nella prima metà del XIX secolo, ma anche agli inizi del Novecento prima che, dal 1920 in poi, i nostri nonni cominciassero a stravolgere i luoghi e a costruire in modo scriteriato stravolgendo il Piano regolatore che l'Amministrazione del secolo aveva approntato proprio in previsione della costruzione delle case del nascente rione Croci. Purtroppo, già da allora prevalsero gli egoismi e le prepotenze, le occupazioni abusive, i restringimenti o addirittura la chiusura di alcune strade ancora ion corso, per non parlare delle bellezze paesaggistiche, per cui il nostro è destinato a rimanere un sogno popolato da visioni bellissime e verosimili, come questa dell' antico Calvario dell'Annunziata e del contesto ambientale nel quale sorgeva. 
   A scanso di equivoci premetto che quella rappresentata in questa mia ricostruzione grafica non è la situazione reale, ma qualcosa di molto simile ottenuta usando due foto dell'inizio del XX secolo, anche se da angolazioni diverse. Insomma una visione onirica, ma molto vicina alla realtà.   

  

  

   Qualche anno fa su questo sito curavo una rubrica dal titolo "Sogni" con la quale cercavo di attirare l'attenzione dei miei concittadini e di tutte le persone che hanno a cuore i nostri monumenti, il nostro centro storico, il nostro patrimonio ambientale sulla possibilità, con alcuni interventi, di porre rimedio a tutta una serie di sconci che sono stati realizzati in un paio di secoli (molti negli ultimi sessant'anni) che hanno irrimediabilmente deturpato alcuni tra gli scorci più belli del nostro paese. Come quest'orrida scala degli inizi del XX secolo che è un vero e proprio pugno nell'occhio dei caccuresi e dei visitatori, tanto più che grazie all'opera della fondazione Terzo Millennio le chiese di Santa Maria del Soccorso e della Congregazione del SS. Rosario annesse all'antico convento domenicano stanno tornando all'antico splendore, uno splendore che stride orrendamente con questa bruttura. Oggi ritengo che ci siano tutte le condizioni per demolire quest'obbrobrio, ma se pure ci fossero delle difficoltà da superare, un popolo che ha veramente a cuore il suo paese, la sua cultura, la sua storia dovrebbe fare di tutto per riuscire a venirne a capo. In questa approssimativa elaborazione grafica ho cercato di immaginare l'aspetto che avrebbe il monumento cinquecentesco se si realizzasse l'intervento come io spero si realizzi perché confido nella saggezza dei miei concittadini, anche se gli sconci che si continuano a realizzare giorno per giorno nel centro storico mi fanno spesso cadere le braccia.