Vox Cacumenis 

Martedì 20 febbraio 2018

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                                       NOTIZIE 

        

L'UMPED PRESENTA "ROCCA BERNARDA - STORIA E ISTITUZIONI

E' morto Eduardo Salerno

Addio a Rosina Murgia

  Liberandisdomini, il romanzo di Pataleone Sergi all'UPMED

Addio a Giovanni Loria

 Eugenio Marino probabile candidato PD in Calabria

 La terra del ritorno di Giusy Staropoli a Botricello

Fatti e personaggi della Calabria e del Crotonese nel II quaderno UPMED

Lezione di storia locale nella Scuola primaria

E' morta Maria Guzzo

Addio alla collega Lauretta Mirante

Ci lascia Maria Schiariti, una grande educatrice

 
Iniziative in Lombardia della fondazione Terzo Millennio   

Il cupio disso
lvi della sinistra, un bel libro di Franco Falbo
             

E' morta Maria Murgia

     Il FATTO     
       
       

FRANCO PARISE E PIETRO SERGI CON LIBERI E UGUALI

Sono con i miei compagni

Liberi e uguali a Botricello

LA QUESTIONE MERIDIONALE

 IN VIAGGIO A LUNGRO CON L'UPMED

  L'incredibile harakiri

Pace e gioia di vivere nell'arte di Parrotta  

La gabbana del mio professore

 I roghi

Due straordinari eventi culturali

         

Eugenio Marino a Buongiorno Sinistra

Cent'anni fa nasceva Eugenio Marino

  San Teodoro, una pregevole scultura di Giuseppe Mele

                 




                     
 




 

 

 

 

 

 

 






 

  


   





 

             


                                  IL FATTO  

                                                    

FRANCO PARISE E PIETRO SERGI CON LIBERI E UGUALI



   Il compagno Franco Parise, candidato  mi ha fatto pervenire il facsimile delle schede elettorali per la camera, dov'è candidato nel collegio uninominale e per il senato nelle liste di Liberi e Uguali. 
   Franco Parise, sindaco di Verzino e per un periodo anche presidente della Provincia di Crotone, è un politico giovane, ma di grande esperienza, impegnato da anni, da sinistra,  per lo sviluppo e il riscatto del nostro territorio. Politici come lui, come Pietro Sergi, un compagno di Natile di Careri candidato al senato, come Nico Stumpo, come i dirigenti nazionali che hanno dato vita alla lista Liberi e uguali, embrione di quello che sarà il futuro grande, vero partito della sinistra italiana, sono una garanzia per il Mezzogiorno, per i lavoratori delle fabbrica, dell'agricoltura, ma anche della sanità, della scuola e del pubblico impegno, dei pensionati e dalla gente costretta a risparmiare su tutto, anche sulla salute, mentre multinazionali e banche ingrassano sulla nostra pelle, per cui meritano tutto il nostro sostegno e la nostra mobilitazione. Per votarli basta una croce sul simbolo di Liberi e uguali. Al lavoro, compagni, non un solo voto vada sprecato. 

15/2/2018

                     Sono con i miei compagni



   Al fine di evitare eventuali equivoci con tanti miei vecchi compagni di mille battaglie e tornando allo spirito dell'ultimo congresso dei DS nel quale mi schierai contro lo scioglimento del partito che avrebbe dovuto essere l'erede del PCI, voglio che essi sappiano che, lasciato già cinque anni fa il PD, prima di tanti altri leader dell' ex PCI e dei DS, oggi mi ritrovo a condividere il progetto dei compagni che hanno dato vita alla lista Liberi e Uguali, ma che nei prossimi mesi dovranno impegnarsi d far rinascere un vero partito della Sinistra italiana che riprenda in pugno con orgoglio le vecchie bandiere e sia attrezzato a battersi per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno, per il lavoro, per la scuola pubblica, per la sanità pubblica, per i disoccupati, i pensionati e  i ceti medi. Io ci sarò come ci sono stato dal 1969 fino al 2013. 

 

14/2/2018

                           Liberi e uguali  a Botricello



    Mi è dispiaciuto molto di non aver potuto partecipare, ieri pomeriggio, all'iniziativa di Liberi e uguali a Botricello con Franco Falbo, Nico Stumpo e Franco Parise, tre amici, tre compagni impegnati, con il movimento Liberi e uguali, a cercare di dare un futuro alla sinistra che deve necessariamente ritrovare se stessa, i suoi ideali, i suoi programmi nei quali si torni a parlare di lavoro stabile, di dignità del lavoro, di diritti, di casa, scuola, sanità, trasporti,  pensioni e soprattutto di Mezzogiorno, questa parte del paese nel quale il divario con il centro nord continua a crescere spaventosamente dopo anni di governi strabici che continuano a guardare al territorio da Roma in giù come a una colonia. Insomma una sinistra che torni a essere sinistra dopo la sciagurata politica del PD, e dei suoi governi, una forza che faccia da catalizzatore, da collante tra le varie formazioni nelle quali è ancora divisa per fare da argine alla Destra, al qualunquismo, ai pericolosi rigurgiti fascisti e razzisti. Con pazienza, tenacia e intelligenza ce la possiamo fare a condizioni che si ricreino i luoghi anche fisici della partecipazione, del confronto e dell'elaborazione di programmi e delle iniziative di lotta. In bocca al lupo ai compagni candidati, ma anche ai dirigenti nazionali e periferici del movimento che dovrà assolutamente, in tempi brevi, trasformarsi in un partito forte e, soprattutto unito. 

 

             LA QUESTIONE MERIDIONALE: VEXATA QUAESTIO

Cari amici,
stamattina ho seguito su Buongiorno regione un ottimo servizio giornalistico della redazione Rai di Cosenza sullo stato della ferrovia ionica che mi ha fatto rivoltare il sangue e vergognare di essere calabrese, italiano e appartenente al genere umano. Le immagini della linea ferrata, di quelle che un tempo furono le stazioni ferroviarie, dei locomotori, dei treni che fanno rimpiangere quelli del West potrebbero essere utilizzate tranquillamente per un documentario sulla fine del mondo o sulla scomparsa dal pianeta dell’Umanità. Quelle che un tempo furono stazioni attrezzate con biglietterie, bar, sale di attesa, servizi igienici, sala movimento, quei luoghi pieni di vita sono oggi deserti, ruderi fatiscenti coperti da rovi, con gli intonaci scrostati, con i servizi igienici sbarrati, privi di biglietterie. Quelli che dovrebbero essere treni sono in realtà carri bestiame quasi sempre non riscaldati, pieni di spifferi, lenti e sgangherati. Un vero e proprio inferno per i pendolari e per quegli sciagurati viaggiatori, sempre più rari, che decidono di servirsi ancora dei treni calabresi.
   Uno stato e una classe politica che hanno prodotto e che mantengono inalterata, anzi lasciano ancor più incancrenire una situazione del genere dovrebbero sparire per la vergogna, invece politici responsabili o quanto meno reticenti e che per anni hanno retto il sacco ai nemici della Calabria e dell’intero Mezzogiorno che continuano a drenare risorse dal meridione per raddoppiare, triplicare le grandi infrastrutture del nord, per foraggiare banche, industriali, i ladri di stato, “il grasso ventre dei commendatori” come cantava il nostro Rino Gaetano, si ripresentano per l’ennesima, inutile legislatura a prometterci il ponte di Messina, dopo aver negato i finanziamenti per l’ammodernamento dell’ultimo tratto della Salerno – Reggio Calabria, e altre mirabilie. Di queste cose dovrebbero parlarci; delle infrastrutture da realizzare nel Mezzogiorno: risorse finanziarie certe, di progetti, tempi di realizzazione; del superamento della logica dell'intervento straordinario realizzando, finalmente dopo 150 anni quello ordinario; dei nostri ospedali, delle scuole, dei servizi, delle reti telematiche, invece continuano a scannarsi sugli immigrati, sui rimborsi dei parlamentari, sugli extracomunitari, sui presepi e sui veli nelle scuole e di altre sciocchezze per evitare di dare risposte serie sulle grandi questioni, a cominciare dalla più grande di tutte: la Questione meridionale prodotta da Garibaldi, da Cavour, da Bombrini e dalla borghesia del Nord colonizzatore. 
Cari signori, voi che siete ininterrottamente al governo da 70 anni, pur con maschere diverse, davvero pensate di poterci ancora prendere in giro? Ora basta! E tu, sinistra, se ci sei davvero, batti finalmente un colpo, magari in testa con un grosso martello a chi ti ha ingabbiato e cercato di omologarti.

 

           IN VIAGGIO A LUNGRO CON L'UPMED

Nuovo viaggio di istruzione a Lungro dei soci dell'Università popolare del Mediterraneo- In questa pagina un servizio sull'iniziativa. 

 

 


                           L'incredibile harakiri

      Davvero incredibile la pervicacia con la quale il PD, in pochi anni, ha portato a compimento un vero e proprio suicidio politico. Credo ci siano davvero pochissimi di questi esempi nella storia. Impossibile immaginare tanta incapacità e incompetenza tanto da far nascere il sospetto che si tratti di una scelta deliberata. Incredibile davvero. Ma com'è possibile che certi  politici di professione cresciuti nei partiti di Togliatti, di Nenni, di Andreotti, di Moro si siano ridotti in queste miserande condizioni? Mistero! Sarà interessante sentire cosa diranno e vedere cosa faranno dopo il 5 marzo, anche se oramai, dopo i settant'anni e dopo aver battuto il record di Andreotti in Parlamento e dopo aver dilapidato un patrimonio immenso , probabilmente non hanno più niente da chiedere alla vita e a noi che abbiamo avuto la dabbenaggine, di eleggerli dirigenti. 


 


               
Pace e gioia di vivere nell'arte di Parrotta  

  E' sempre interessante la visita periodica alla bottega di Vincenzo Parrotta nella quale, da qualche anno, l'artista caccurese, pervaso da una sorta di furore creativo, continua a dipingere quadri a getto continuo, una lunga teoria di paesaggi dai colori riposanti e accattivanti: tramonti, albe, campi in pieno sole, paesi costieri, scorci della nostra Caccuri dai quali traspira gioia di vivere; tele che trasudano serenità, pace interiore, profumi e odori di una natura in festa. Entrando nella botteguccia di via Misericordia ci si sente immediatamente rilassati, tranquilli, in pace con noi stessi e con l'universo intero.
  In questa pagina si possono ammirare i suoi due ultimi lavori, 

 

                    Gli splendidi  "80" di Igidio Guzzo

2/2/2018



   Festeggiati oggi, in un clima gioioso e di fraterna amicizia, gli splendidi 80 anni di Igidio Guzzo. Caccurese, già maresciallo maggiore dell'Aviazione, Igidio ha vissuto per molti anni a Roma prima di far ritorno, da pensionato, nel paese natio assieme alla sua splendida compagna Eli Prada che ha organizzato i festeggiamenti. 
  A Igidio, oltre ai vincoli di parentela (mio padre e la madre erano cugini, figli di due sorelle), mi legano una grande amicizia e rapporti di stima e rispetto reciproco. E' stato davvero un pomeriggio piacevolissimo quello trascorso al ristorante La Roccia assieme al festeggiato, a Eli e a tanta bella gente tra la quale le famiglie dell'amico Giannetto Marasco, di Vincenzo Caputo, di Cristian Drago, Daniele Rugiero e Rosario Basile. A rendere ancor più gradevole la festa ha contribuito la brava Dora Sganga con i suoi squisiti manicaretti. Grazie, amici Igidio ed Eli grazie di tutto, ma adesso che ci avete viziato, ci dovrete sopportare per almeno un'altra cinquantina di compleanni. 

                      La gabbana del mio professore

 

   Qualche giorno fa mio nipote Giuseppe mi ha mandato un suo bellissimo video che lo riprende mentre impartisce, non ho capito bene se ai genitori o ai fratelli,  una impeccabile lezione di chimica. 
   Questa cosa mi ha fatto tornare alla mente vecchi ricordi di cinquant'anni fa quando anch'io studiavo la chimica, una delle mie materie preferite che, infatti, conoscevo molto meglio dei miei compagni che invece erano molto più bravi di me in latino e in filosofia. A farmi amare questa materia la mia professoressa, l'indimenticabile Maria Tambate, molto brava didatticamente, ma di manica estremamente stretta nei voti. Un sei della professoressa Tambate equivaleva a un nove di un suo qualsiasi collega, però nei due anni che ebbi la fortuna di averla come insegnante imparai un sacco di cose. Al terzo anno della scuola superiore, invece, ci mandarono un professore di scienze siciliano, probabilmente profondo conoscitore delle discipline, ma chiacchierone e didatticamente assai scadente. Quell'anno praticamente non imparammo quasi niente, a parte il fatto che al mondo si può anche essere cinici, trasformisti e qualunquisti. Il professore, infatti, ci raccontava spesso che amava molto viaggiare per l'Italia e che in viaggio si portava appresso sempre un cappotto double face, da una parte bianco e dall'altra rosso. Quando attraversava il Veneto lo indossava mostrando la faccia bianca e quando attraversava l'Emilia Romagna o l'Umbria la parte rossa. Come Pippo Franco nell'episodio di Il tifoso, l'arbitro e il calciatore, insomma. 
   A quell'età il cinismo del professore non ci infastidiva, anzi ci faceva piacere perché le sue vanterie che duravano per gran parte dell'ora di lezione, spesso ci evitavano pericolose interrogazioni. Oggi però è diverso e l'impudicizia di certi loschi personaggi che voltano la gabbana come il mio vecchio professore per essere candidati una volta dai rossi e una volta dai neri, una volta dai bianchi e un'altra dai verdi e per essere sempre a cavallo di un ministero o di un sottosegretariato mi fa rivoltare lo stomaco, soprattutto se penso che questo succede nei resti di quello che un tempo fu il mio grande partito nel quale militava gente onesta, proba, coerente e di specchiata virtù. O tempora, o mores! 



                                     I roghi


   Continuano gli attacchi beceri e le canagliate che hanno come obiettivo il presidente della Camera Laura Boldrini. Dopo gli odiosi falsi in rete che la tormentano praticamente dal giorno della sua elezione, ora si passa ai roghi dei fantocci in attesa, un giorno, di ripristinare quelli reali sul modello dei nazisti.
  A proposito di nazismo, pare che Salvini sia convinto che il fascismo fece anche cose buone. Certo! Per restare in tema. il rogo dei libri,le purghe di olio di ricino,  il divieto di insegnamento nelle scuole pubbliche in assenza della tessera del fascio, il confino degli oppositori a Ponza, Ventotene e in altri luoghi di villeggiatura com'ebbe a dire un altro nostro politico illuminato e, se non bastava, l'assassinio politico. 

           Due straordinari eventi culturali

  Due straordinari eventi culturali avranno per protagonisti, nei prossimi giorni, due miei carissimi amici.
  Lunedì 29 gennaio, alle ore 9, nell'aula Odeion della Facoltà di lettere e filosofia dell'università La Sapienza di Roma, Enzo Di Brango, giornalista, scrittore e critico letterario di le Monde Diplomatique, autore, fra gli altri libri, insieme a Valentino Romano, del pregevole saggio "Brigantaggio e rivolta di classe - Le radici sociali di una guerra", interviene al seminario "Se io avessi previsto tutto questo" - Dagli Appennini alle Ande: la millenaria civiltà contadina,  nell'ambito del Corso di politica economica del prof. Luciano Vasapollo. 
  Sabato 3 febbraio, presso l'ex Dopolavoro ferroviario di Crotone Maurizio Mesoraca, presidente dell'Università popolare del Mediterraneo, presiederà alla presentazione del librp di Pantaleone Sergi "Liberandisdomini" assieme al rettore Vittorio Emanuele Esposito, al presidente dell'Arci Filippo Sestito, al responsabile di Crotone Libera e al presidente dell'associazione Le Arnie, Pino Condello. 

  Pantaleone Sergi, calabrese di Limbadi, giornalista e scrittore, è stato per molti anni una delle firme più prestigiose di La Repubblica e ha fondatore diretto Il Quotidiano della Calabria. 

 


 Eugenio Marino probabile candidato PD in Calabria



  Tra i nomi dei possibili candidati in Calabria del PD circola insistentemente anche quello di Eugenio Marino, già responsabile per gli italiani nel mondo che per due volte, grazie ai voti degli emigrati nei vari continenti, ha consentito al Partito democratico di avere la maggioranza nel Parlamento.
  Nato a Crotone nel 1973 da una famiglia di Caccuri, ha iniziato la sua carriera da militante della FGCI, poi nel PDS, nei DS e nel PD presso la Direzione nazionale, ma è da sempre legato al territorio di origine nel quale ha organizzato diverse importanti iniziative politiche con Gianni Pittella, Gianni Cuperlo ed altri importanti leader nazionali. Di recente ha partecipato a un convegno sulla figura e l'opera di Paolo Cinanni a San Giovanni in Fiore.
  A chiedere a gran voce la candidatura di Marino sono un paio di centinaia di imprenditori calabresi, esponenti di associazioni culturali e volontariato, i Giovani democratici e prestigiosi intellettuali
e artisti di levatura internazionale che hanno firmato l'appello Calabria 2018 che si può leggere a questo link:
Comunicati/Calabria 2018.docx

Chi volesse firmare l'appello, indipendentemente dalla proprie idee politiche,  può farlo inviando una e mail all'indirizzo e.marino@partitodemocratico.it con questo testo: "Ti autorizzo ad aggiungere la mia firma all'appello Calabria 2018 - Firma e titolo o professione-"


                                    

Eugenio Marino a Buongiorno Sinistra

Tra i temi affrontati oggi a Buongiorno Sinistra, l'iniziativa di Sinistra dem, minoranza del PD, anche quello del Mezzogiorno e delle condizioni nelle quali si trova oggi, a più di un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia. Quello del riscatto di questa parte del Paese oggetto di un'odiosa colonizzazione contrabbandata per liberazione da una fantomatica dominazione straniera è stato sempre un cavallo di battaglia del PCI e dei meridionalisti in seno a quel partito come Fausto Gullo, Paolo Cinanni, Mario Alicata, Gerardo Chiaromonte, Girolamo Li Causi, Pasquale Poerio e tanti altri. Purtroppo, a parte una breve parentesi subito dopo la liberazione, il PCI e quegli uomini furono sempre tenuti lontani dal governo del paese, anche per scelta degli stessi meridionali. Eccovi un breve video sull'argomento. Mi scuso per la qualità del video estrapolato dalla diretta di Radio Radicale con mezzi tecnici di fortuna. 

      Cent'anni fa nasceva Eugenio Marino

 

     Esattamente cento anni fa, il 30 dicembre del 1917 nasceva mio padre. Nonno Peppino aveva deciso da anni di chiamare un eventuale secondo figlio maschio Eugenio, come il suo amatissimo fratello morto prematuramente a Reggio Emilia dove lavorava nella polizia ferroviaria, ma dopo zio Francesco nacquero altre due femmine per cui nonno chiamo la seconda figlia femmina Eugenia. Dopo una terza femmina che fu chiamata Luisa, nacque mio padre. A quel punto nonno aveva già dato il nome del fratello a una delle figlie, ma papà, sornione com'è sempre stato, gli fece lo scherzo di nascere proprio nel giorno di Sant'Eugenio, quasi un segno del cielo, per cui non poteva non essere chiamato Eugenio.
  Di mio padre ho parlato e scritto spesso, ma mi sembrava doveroso ricordarlo nel  centenario della nascita con questo breve video. 

  

San Teodoro, una pregevole scultura di Giuseppe Mele

 27/12/2017  

  Ieri, dopo qualche anno, ho rivisitato, assieme a mio nipote Giuseppe Akerenthia, un luogo carico di retaggi storico - culturali e ricco di testimonianze archeologiche. All'interno di ciò che rimane dell'antica chiesta di san Teodoro ho avuto il piacere di ammirare una stupenda statua bronzea del santo di Amasea, soldato martire e, patrono della cittadina, opera del nostro giovane scultore Giuseppe Mele. A Giuseppe, originario di Castelsilano, docente di Discipline Plastiche e scultore presso Liceo Artistico l’IIS “E. Santoni” di Crotone,  mi lega un'amicizia ventennale, oltre che una stima e un rispetto reciproco. Conobbi questo bravo artista in occasione di una sua personale di pittura allestita nei locali nei locali della "defunta" biblioteca comunale di Caccuri   all'interno dell'ex  scuola elementare di Caccuri e rimasi subito affascinato dalla sua arte. Mele ha al suo attivo numerose collettive e personali in diversi  paesi della regione e ha realizzato molti capolavori, quadri e sculture in gesso, in legno e in vetro resina tra le quali una statua di Padre Pio che divide la piazza di Cerenzia con "Le raccoglitrici di olive" di Ernesto Treccani. 

   La statua di San Teodoro, realizzata nel 2008,  raffigura il santo vestito da legionario romano con ai piedi le teste mozze di un terribile drago che secondo una leggenda l'intrepido soldato santo affrontò e uccise liberando le popolazioni del luogo da un terribile incubo. Vale davvero la pena visitare i resti dell'antico tempio e di soffermarsi a lungo a osservare questo capolavoro che arricchisce uno dei parchi archeologici più belli d'Italia, un bene culturale che meriterebbe di essere meglio utilizzato e fruito dalle popolazioni locali, ma anche da turisti italiani e stranieri, un luogo di fiaba, soprattutto di sera, come ebbi a constatare  molti anni fa nel corso dell'inaugurazione del parco con una sontuosa festa con ragazze e ragazzi nei costumi della Magna Graecia, con i prodotti tipici di una delle più grandi civiltà del Mediterraneo e del mondo offerti in degustazione ai visitatori. Ieri, purtroppo, Akeronthia mi è sembrata dimenticata, abbandonata e in preda a un incipiente degrado che potrebbe, comunque essere facilmente arrestato. Complimenti a Giuseppe Mele, in bocca al lupo per la sua carriera artistica e ad maiora sempre


 

                ULTIME NOTIZIE  

                              

20/2/2018

           Eccezionale grandinata si abbatte su Crotone

   Una eccezionale grandinata si è abbattuta nel primo pomeriggio su Crotone. Nel giro di una decina di minuti il lungomare della città pitagorica e le adiacenze sono stati ricoperti da una coltre di chicchi dello spessore di qualche centimetro. Le bellissime immagini inviate dall'amico Attilio Pirro sono, comunque, più eloquenti di qualsiasi descrizione. Qualcosa di simile, ma molto più violento, si verificò una quindicina di anni fa anche a Caccuri quando chicchi di grandine della grandezza di un mandarino sfondarono molti tetti e danneggiarono centinaia di auto in sosta. 

 

19/2/2018

 Grande dibattito all'UPMED alla presentazione di "Roccabernarda" 

   Dibattito serrato e interessante, ieri pomeriggio, nella sede dell’Università popolare del Mediterraneo di Crotone in occasione della presentazione del volume “Roccabernarda - Storia e istituzioni”, la storia del paese del Marchesato ricostruita da nove ricercatori calabresi coordinati dal dott. Rocco De Rito, curatore del libro il quale nel suo intervento che si è soffermato a lungo sul contenuto dell’opera e sulla valenza storico – sociale di questa importante pubblicazione, assieme al presidente dell’associazione Maurizio Mesoraca e a due coautori, fra l’altro membri del direttivo dell’Upmed, lo storico e ricercatore Andrea Pesavento e l’autore di queste note.
  A innescare la discussione è stato proprio il pregevole intervento di Andrea Pesavento che ha messo in evidenza il ruolo storico di Roccabernarda e dei paesi dell’Alto Marchesato e della Presila nell’economia agro – silvo - pastorale del comprensorio, un  processo che ha favorito la nascita e lo sviluppo di comunità coese e con una identità ben definita. Un ruolo che, però, è venuto meno per l’abbandono dell’agricoltura e delle attività pastorali con l’avanzare del nuovo e con la trasformazione dell’agricoltura e dell’allevamento e che oggi è messo definitivamente in crisi dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione delle colture. Tutto ciò in anni più recenti ha provocato l’abbandono delle zone interne e il trasferimento delle popolazioni nelle zone costiere con la conseguente urbanizzazione selvaggia del territorio, ma oggi anche i paesi rivieraschi e la stessa Crotone rischiano di sparire per gli stessi motivi. Ed ecco che libri come questi, ha fatto osservare il presidente Mesoraca che ha alle spalle  un passato da senatore, diventano preziosi, non solo per ricostruire una identità storico – politica e sociale, ma anche per fare il punto della situazione e far conoscere le nostre notevoli risorse che non sono solo culturali, archeologiche, paesaggistiche e ambientali, ma anche economiche, a partire dai nostri due grandi fiumi, il Neto e il Tacina, dalla terra che consentirebbe la coltivazione di specie autoctone e pregiate, dai monumenti e dai percorsi didattici che si potrebbero realizzare. Insomma tutta una serie di attività umane che potrebbero creare occasioni di lavoro e di sviluppo in grado di arrestare l’emorragia di risorse umane e la fuga dei nostri giovani.  Tutto ciò è possibile, ha continuato Mesoraca, solo riuscendo a fare rete tra le associazioni culturali, le amministrazioni comunali, gli operatori economici dei diversi paesi superando  anacronistici campanilismi, sciocche gelosie, inammissibili divisioni che ci indeboliscono e ci fanno perdere importanti opportunità. Concetti che sono stati ripresi e riaffermati anche da alcuni interventi del pubblico come quello di Pino Condello, presidente de Le Arnia, un’associazione che fa rete con l’Upmed assieme a Libera e all' Arci nel Polo culturale crotonese, della giornalista Giovanna Calvo che ha ricordato la fallimentare esperienza della Borsa turistica e di altriintellettuali e tecnici presenti in sala.

 

14/2/2018

             L'UMPED PRESENTA "ROCCA BERNARDA - STORIA E ISTITUZIONI

    Dopo quella del bel romanzo di Pantaleone Sergi, ancora una presentazione di un libro nel mese che l'Università popolare del Mediterraneo dedica a questo genere di iniziative, domenica 18  febbraio nel salone del Dopolavoro ferroviario di Crotone. Questa vola si tratta di "Roccabernarda  Storia e Istituzioni", un libro scritto da otto autori ricercatori e storici del territorio, curato dal dott. Rocco Derito, autore dell'introduzione e che si avvale della presentazione del prof. Pietro Dalena, professore di Storia medioevale all'Università della Calabria. 


12/2/2018

             E' morto Eduardo Salerno



   Ho appreso ieri mentre ero in viaggio, con profonda tristezza, la scomparsa, in provincia di Venezia, dove viveva da una decina di anni dopo una vita da emigrato in Svizzera, di Eduardo Salerno.
   Eduardo, che aveva 79 anni, era uno dei 7 figli di Pietro Salerno e Filomena Cosenza ed una un bravo sarto, oltre che un bravo suonatore di fisarmonica come il fratello Rosario. Era una persona buona e riservata, socievole e amabile.  
   Nei primi anni '60, assieme ai fratelli Pietro, Domenico, Vincenzo e alla sorella Gina, fu costretto anch'egli a emigrare e a lasciare per sempre il paese natale e la casa del rione Pizzetto. L'ultima vota che l'ho incontrato a Caccuri, due o tre anni fa, abbiamo chiacchierato a lungo e ci siamo lasciati con la speranza di ritrovarci ancora in piazza a ricordare i tempi passati. Purtroppo non è stato più possibile. In questo momento di dolore voglio far giungere alla famiglia, ai fratelli e alla sorella Gina, ai nipoti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Eduardo, riposa in pace. 



 'U spusalizio" di Anna Calfa messo in scena dagli anziani

 
L'amica Anna Calfa mi invia questo comunicato che ospito volentieri su L'Isola Amena. Complimenti e in bocca al lupo allìautrice e agli attori.

Giovedì 8 febbraio, alle ore 15,00 presso l'Auditorium Comunale , si terrà la rappresentazione teatrale "U SPOSALIZIU" portata in scena dagli anziani, ospiti della struttura GRATAL di Cotronei. Non perdetevi questo spettacolo...... vi aspettiamo numerosi. Per info : giococultura@gmail.com ANCHE questo è ARTE IN GIOCO.

 

  05/02/2018

           Addio a Rosina Murgia



  Ho appreso con doloroso stupore la notizia  morte dell'amica  Rosina Murgia che si è spenta in una clinica di Crotone all'età di 71 anni. Una grande quantità di ricordi mi legano a questa mia compagna di scuola di seconda e terza media e poi dell'istituto magistrale che frequentammo negli stessi anni, pur in classi diverse, a San Giovanni in Fiore. A volte capitava anche che studiassimo insieme qualche particolare materia. 
  Rosina insegnò poi per molti anni nella scuola media di Caccuri fino alla pensione. Era una donna e un'insegnante schiva e riservata, ma profondamente rispettosa dei colleghi e degli alunni.  Nell'occasione voglio far giungere ai fratelli, al marito, ai nipoti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, cara compagna di scuola

04/02/2018

  Liberandisdomini, il romanzo di Pataleone Sergi all'UPMED

   Presentati ieri, presso la sede dell'Università popolare del Mediterraneo di Crotone il Polo culturale crotonese e il libro Liberandisdomine del giornalista e scrittore calabrese Pantaleone Sergi, già prestigiosa firma de La Repubblica. In questa pagina pubblichiamo un video sull'interessante iniziativa

 

 

04/02/2018

E' morta Giulia Spatafora



  Si è spenta nei giorni, scorsi all'età di 60 anni, a Olgiate comasco, la signora Giulia Spatafora. Giulia, che aveva sposato il nostro amico Vincenzo Guzzo, era figlia di Edoardo Spatafora e di Maria Falese. In questo momento di dolore voglio far giungere all'amico Vincenzo, ai figli Domenico e Pamela e ai parenti tutti le più sentite condoglianze da parte mia e da parte degli amici di Caccuri. 

02/02/2018

           Addio a Giovanni Loria


  
Se n'è andato anche Giovanni Loria, uno degli uomini più buoni, onesti, laboriosi, gentili che io abbia mai conosciuto. Riservato, quasi pudico, era una persona che traspirava educazione e garbo. La mia conoscenza di Giovanni coincide con i miei primi ricordi. Per più di una ventina di anni Giovanni abitò in viale del Re, a meno di 30 metri da casa mia per cui mi vide nascere e crescere. La sua amicizia con mio padre e l'aver lavorato assieme per qualche periodo contribuì a rafforzare i legami con la mia famiglia. Poi si trasferì a Santa Rania, ma lo ritrovai quando mi affacciai alla vita politica per la comune militanza nello stesso partito. Giovanni era un cristiano evangelico, ma la sua tolleranza e il suo rispetto per le altre fedi era proverbiale. La sua scomparsa, alla veneranda età di 98 anni, è una grave perdita per i paese, per la sua famiglia, i suoi splendidi figli, ma anche per tutti quelli che abbiamo avuto l'incommensurabile fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. Addio, compagno Giovanni, io non so se esiste davvero un paradiso, ma se esiste sono certo che tu siederai su uno degli scranni più alti e, comunque, resterai sicuramente nel Pantheon degli uomini giusti saggi e onesti.  

21/01/2018
  La terra del ritorno di Giusy Staropoli a Botricello



  E' stato un pomeriggio all'insegna della cultura quello di ieri a Botricello, nei locali dell'ex asilo, con la poetessa e scrittrice Giusy Staropoli e il suo bellissimo romanzo "La terra del ritorno", un inno d'amore alla terra di  Calabria, una terra nella quale sono piantate saldamente le nostre radici, la terra dei nostri padri, dei nostri antenati la quale, anche se cerchi di allontanarti, di abbandonarla, ti richiama prepotentemente perché la terra dove si nasce non può restare sola e bisogna tornarci e restarci perché è la terra del pane buono, un pane che non è soltanto quello del forno cotto dalle mani esperte, anzi "sperte" di una madre, il cibo che nutre il corpo, ma anche di quel "pane" che nutre l'anima" il cui profumo resta nelle narici per sempre, appiccicato addosso; una terra che come una madre attende sempre il ritorno dei suoi figli. 
  E i  temi della partenza e della "restanza", quello del ritorno  nella terra di Saverio Strati, uno dei protagonisti del libro di Giusy, sono stati al centro di un interessante, serrato dibattito che si è intrecciato con i problemi politici, con le difficoltà, gli ostacoli, la carenza di infrastrutture che rendono difficile, ma non impossibile il riscatto del Sud e della Calabria, un riscatto possibile se questa terra la si ama, se si riescono a fare anche scelte difficili come quella di Turi Nassi, il medico che torna da Torino, dove si era brillantemente inserito rinunciando perfino a una cattedra universitaria, il sogno di una vita, per salvare il suo paese e restarci a vivere perché la terra dei padri deve appartenere ai figli che la devono coltivare e farla produrre, anche questa, probabilmente una metafora che sta a indicare la voglia e la necessità di riscattare il Mezzogiorno e la nostra Calabria pere farli rivivere e prosperare-  Tutto ciò è possibile solo se riusciamo a educare in nostri giovani, fin dalla fanciullezza, ad amare la nostra terra e ad apprezzarne le ricchezze e il vastissimo patrimonio culturale accumulato dalle generazioni precedenti. "D'intelletti contadini con il dono della restanza ha bisogno questo maledetto Sud, non di intellettuali strafottenti con la sola prosopopea dell'erranza che quaggiù oziano lenti, perché chi scappa via lontano è un codardo", ammonisce la nostra giovane scrittrice. Un libro davvero bello e interessante, La terra del ritorno, che ogni calabrese dovrebbe leggere e conservare nella propria biblioteca. 
   A discutere con Giusy e col numeroso pubblico in sala c'erano Franco Falbo, dell'associazione culturale Bothros che ha organizzato l'evento, la dottoressa Angela Ippolito,  l'ingegnere Gregorio Voci, capogruppo di minoranza al Comune di Botricello e l'autore di questa nota.

16/01/2018

Fatti e personaggi della Calabria e del Crotonese nel II quaderno UPMED


   Dopo il successo del I Quaderno dell’Università popolare del Mediterraneo dedicato a “Nove personaggi di paesi e città di Calabria”, per la prossima primavera, in occasione del decimo anniversario della fondazione dell’associazione, è prevista l’uscita di un secondo volume, ancora più ricco che vedrà la collaborazione di dodici autori che si occuperà di Eventi e personaggi della Calabria e del Crotonese.
   In particolare Vittorio Emanuele Esposito, professore, rettore dell’Upmed sarà l’autore di un breve saggio sul filosofo Vincenzo De Grazia, nato a Mesoraca nel 1785, oppositore del criticismo kantiano e dell’idealismo hegeliano, Andrea Pesavento si occuperà di Forme di lotte contadine nel Seicento, l’archeologa Ma
rgherita Corrado del marchese Armando Lucifero, crotonese, archeologo e numismatico, Giuseppe Marino della Costruzione dei laghi silani e industrializzazione nel Crotonese, Maurizio Mesoraca, presidente dell’UPMED, della figura di Francesco Maria Galasso, medico, scultore, giornalista, antifascista cutrese , lo scrittore Pino Condello proporrà un capitolo dedicato a “Interviste sull’emigrazione – Esperienze di vita migrante.”
   Sono previsti ancora altri importanti contributi di Angelina Brasacchio con una biografia su Luigi Lilio, il matematico, astronomo e  medico  cirotano chiamato da GregorioXIII a rifondare il calendario giuliano, uno dei calabresi più conosciuti nel mondo, del prof. Francesco Lepera che ci farà conoscere la figura di Diodato Borrelli, medico, umanista, scienziato e filosofo di Santa Severina, di Santino Oliverio che si occuperà  della figura del papa santo Zaccaria che salì al pontificato nell’VIII secolo, del dott.  Pino Rende che ci farà conoscere le Vicende feudali di Policastro, della professoressa Anna Russano che tratterà l’Arte sacra nel Crotonese, del professore Giovanni Ierardi che proporrà le vicende di Garibaldi nel Crotonese e della scrittrice Francesca Gallello, con una biografia di Enzo Nigro, attore, regista e sceneggiatore e poeta dialettale originario di Perticaro di Umbriatico.
 
   Un’opera fondamentale, dunque, un notevole contributo dell’Upmed che da dieci anni si occupa di cultura e di promozione della conoscenza delle risorse umane, paesaggistiche, ambientali e culturali della nostra terra.

 

  13/01/2018

"Turista nel mio paese" per conoscerlo e amarlo



  Ancora con gli alunni e le colleghe della mia scuola per una nuova lezione nell'ambito del progetto "Io turista nel mio paese" che ha lo scopo di far scoprire e amare Caccuri ai nostri giovanissimi concittadini che sono il presente, ma soprattutto"futuro remoto" del nostro natio borgo, un borgo che, nonostante le pompose affermazioni  che noi anziani spesso ci lasciamo sfuggire, forse abbiamo amato e rispettato meno di quanto avremmo dovuto. Troppo spesso abbiamo assistito passivamente (o ne siamo stati addirittura i protagonisti)  alla devastazione di luoghi e angoli suggestivi di questo bellissimo posto forse perché da fanciulli non ci è stato insegnato ad amarlo, ma, soprattutto ad apprezzarne le bellezze paesaggistiche. l'architettura, i monumenti, l'arte, le tradizioni, la civiltà contadina con il suo inestimabile patrimonio di conoscenze e abilità poi "espropriate" dalla moderna tecnologia che le ha trasformate in strumenti, utensili, processi di conservazione degli alimenti etc. Per questo  progetti come quello delle carissime colleghe sono fondamentali per formare, non solo il cittadino italiano colto, istruito, cosciente dei diritti e dei doveri di ognuno di noi, ma anche il caccurese che ama davvero in modo consapevole e profondamente il proprio paese. 
  Per l'occasione mi sono limitato a presentare virtualmente, poiché la pioggia ha impedito ai ragazzi una visita guidata programmata per stamattina, gli strumenti,gli utensili, le suppellettili e gli altri reperti del mio museo personale che, a differenza di quelli statali e di altri privati, può essere visitato gratuitamente tutti i giorni e non solo in occasioni particolari. Chi volesse farsi una idea, seppur pallida degli oggetti esposti, può dare un'occhiata a questo link del mio sito L'Isola Amena:http://www.isolamena.com/LAVORO/Museo/stanze.html

 

10/01/2018

Lezione di storia locale nella Scuola primaria

   E' stato bello ed emozionante, questa mattina, tornare in cattedra nella scuola M. F. Sperlì nella quale ho insegnato per 37 anni, anche se oggi si è trasferita nell'edificio della scuola media. Per l'occasione ho accolto l' invito delle colleghe, per una lezione sulla storia di Caccuri agli alunni delle cinque classi elementari, (ops, scusate primarie com'è di moda chiamarle adesso). 
  I fanciulli hanno seguito con molta attenzione la chiacchierata durata quasi un'ora e alla fine mi hanno subissato di domande alle quali ho cercato di rispondere, domande che diventavano sempre più insistenti a testimonianza dell'interesse che le giovanissime generazioni nutrono per la storia, a differenza dei pedagogisti e dei ministri della Pubblica Istruzione (o meglio dell'Istruzione) che negli ultimi decenni l'hanno cancellata dai programmi di questo segmento scolastico, l'unico nel quale negli scorsi decenni si insegnava questa materia che nelle scuole superiori ti regalavano come la milza o la coratella quando compravi la carne dal macellaio, a condizione che te la cavassi in italiano e in latino. 
  La lezione di oggi, assieme a visite guidate ed escursioni alla scoperta di monumenti, antichi insediamenti rupestri e bellezze paesaggistiche, fa parte di un progetto didattico approntato e realizzato collegialmente dalle colleghe che ringrazio, assieme al dirigente e ai ragazzi, per avermi dato l'opportunità di sentirmi ancora utile a qualcuno.


 
07/01/2018

 E' morta Maria Guzzo

   Ho appreso qualche minuto fa la triste notizia della morte di Maria Guzzo, deceduta questa mattina ad Asti all'età di 87 anni. Per la terza volta in pochi giorni la morte viene a funestare i primi giorni caccuresi di questo nuovo anno. Tre morti, tre donne, tre persone care. 
   Maria, figlia di Vincenzo Guzzo (il Poeta), era la vedova  del caro amico Luigi Pisano e madre di Rina, Pisano, carissima amica su facebook e nella vita. Essendo emigrata molti anni fa in Piemonte, nel corso della mia vita ho avuto modo di incontrarla poche volte, ma la ricordo come una donna dolce, mite e buona, tutti tratti caratteriali tipici dei membri della famiglia Guzzo. In questo momento così drammatico sono particolarmente vicino all'amica Rina,
a Luciano, alla sorella Giulia, ai nipoti e ai parenti tutti. Addio, Maria i tuoi occhi erano lo specchio della tua bontà. 


07/01/2018

Addio alla collega Lauretta Mirante



   Ho appreso con dolore la notizia del decesso, nella mattinata di oggi, presso l'ospedale civile di Crotone, all'età di 76 anni, della collega Laura Mirante vedova dell'amico Peppino Lacava. A distanza di soli quattro giorni, un'altra collega assieme alla quale ho insegnato per lunghi anni nella scuola elementare Mario Sperlì di Caccuri, ci lascia all'improvviso e quasi con discrezione come visse sempre. 
   Originaria di Santa Severina, 
dopo il matrimonio si trasferì a Caccuri. Laura era una collega riservata, modesta, che svolgeva il suo lavoro con scrupolo  e dedizione. Nei lunghi anni di lavoro comune il nostro rapporto di lavoro è sempre stato improntato alla reciproca stima e al reciproco rispetto. La ricorderò sempre con affetto e e commozione.
Le esequie saranno celebrate domani 8 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. 
In questi momenti di grande dolore voglio far giungere ai figli Vincenzo, Salvatore, Tina, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, collega Lauretta e che la terra ti sia lieve. 

Addio a Maria Schiariti, una grande educatrice



  Ho appreso con dolore e sgomento la notizia dell'improvvisa scomparsa della carissima amica e collega Maria Schiariti coniugata Sperlì. Aveva 87 anni. 
  In questi frangenti centinaia e centinai di ricordi di quasi trent'anni trascorsi insieme a insegnare nella stessa scuola riaffiorano alla mente. La collega Schiariti era una donna schiva e riservata, quanto cordiale e rispettosa dei colleghi, degli alunni e di ogni persona con la quale si rapportava. Da quella grande maestra che è sempre stata, preparata, scrupolosa, con un grandissimo senso del dovere, riusciva sempre a ottenere il massimo dai suoi alunni che l'adoravano. Era particolarmente ferrata nella didattica della lingua italiana e da lei ho appreso tanto. Con lei, per sua iniziativa, avviai la sperimentazione delle classi aperte e lo scambio degli alunni quando ancora si insegnava con i programmi didattici del 1955. Quando andò in pensione mi resi conto che la scuola perso uno dei docenti più preparati e prestigiosi negli ottant'anni dalla sua istituzione. Grazie, Maria, grazie per la stima e l'affetto che hai nutrito per me, ma soprattutto per i tuoi alunni, per le generazioni che hai saputo educare e istruire e che ti veneravano. I funerali saranno celebrati domani alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, poi la salma muoverà per Tropea, sua città di origine, dove sarà tumulata.    
  Voglio far giungere al marito, il caro compagno Emilio Sperlì, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Qui di seguito riporto l'addio di una delle sue più care alunne.

Arrivederci, cara Maestra, cara amica, cara mamma per vocazione , ricordo di un'infanzia felice.
 Penso di poter esprimere questo sentimento forte che mi legava a voi anche a nome di tutte le alunne che avete conosciuto, educato alla vita, istruito. Sono sicura che questo non è un addio, ma solo un arrivederci. Sono sicura che ci rincontreremo in un'altra dimensione e, come quando eravamo fanciulli, ci accompagnerete ancora prendendoci per mano. Grazie per averci insegnato la vita.

    Maria Chiodo

 

 

  01/01/2018

                 Iniziative in Lombardia della fondazione Terzo Millennio      

     Il presidente della Fondazione Terzo millennio, Luigino Ventura, assieme agli auguri per le festività di fine anno, ci ha informati che negli ultimi mesi l'ente da lui presieduto ha organizzato in collaborazione con il Centro culturale di Cardano al campo, due importanti iniziative. La prima sul tema “Scuola e società in Italia”, il 29 ottobre 2017 con il dott.  Alessandro Militerno - figlio di Francesco e Anna Lupinacci, già Dirigente dell'Ufficio scolastico (ex Provveditore agli studi) di Torino e la seconda dal titolo “Passione in musica”, un concerto per violino e pianoforte, lo scorso  17 dicembre, con la partecipazione di Antonio Congi (violino) e Alessandra Lattanzi (pianoforte) noti artisti invitati a Caccuri dalla Fondazione Terzo Millennio per due applauditi concerti.
  

30/12/2017

 

     Il cupio dissolvi della sinistra, un bel libro di Franco Falbo

 
 
E' stato presentato ieri pomeriggio, nell'aula consiliare di Caccuri, un nuovo libro del mio carissimo amico e compagno Franco Falbo dal titolo "Il cupio dissolvi della sinistra italiana". 
Ad affiancare l'Autore nella presentazione c'erano il presidente dell'Accademia dei caccuriani, Adolfo Barone che ha sponsorizzato l'evento,  e un brillante Peppino Miliè nelle vesti di moderatore.
un
non libello nel senso classico del termine, per la polemica violenta, irriverente, spietata, oserei dire, ma  contiene un'analisi approfondita di quel male oscuro che porta la sinistra italiana a  dividersi continuamente come una cellula impazzita forse per non assumersi l'onere di governare, lascia intendere il mio amico Franco.
   L'excursus parte dai primi anni del Novecento fino all'ultima scissione nel PD passando per il congresso di Livorno, la scissione di palazzo Barberini con la nascita del PSDI di Saragat, a quella successiva all'entrata del PSI nei governi di centro sinistra che portò al parto del PSIUP di Vecchietti, Valori e Libertini, al Manifesto, al PDUP e poi a quella di Rifondazione  a seguito della nascita del PDS.
  Franco non è nemmeno tenero con gli scissionisti di Liberi e uguali ai quali imputa la scelta di essere usciti dal PD invece di restare al suo interno  per conquistarne la leadership e farlo tornare a essere un partito di sinistra, trascurando però un particolare non irrilevante ovvero il meccanismo delle primarie aperte con le quali gruppi consistenti di persone esterne a questo partito hanno la possibilità di annullare qualsiasi tentativo di cambiare i quadri dirigenti o la linea dello stesso vanificando qualsiasi sforzo in quella direzione. Avverte, però, il rischio che l'Italia possa finire in mano a uno dei due populismi in campo (alcuni però ritengono che in realtà siano tre) per cui bisognerebbe  votare, anche perché con una legge come quella attuale è quasi sicuro che nessuno avrà la maggioranza per governare da solo e si dovrà per forza ricorrere a una coalizione. 
 Si può essere d'accordo o in disaccordo con l'analisi e le conclusioni di Franco Falbo ( personalmente non condivido molti suoi giudizi e molte sue affermazioni delle quali abbiamo fraternamente discusso in privato come si conviene a due compagni che negli anni 70 ricostruirono il PCI caccurese), ma è innegabile che il libro ha il pregio di stimolare un dibattito che potrebbe essere serio e costruttivo a condizioni che non si sia unitari o scissionisti a corrente alternata e che le scissioni o sono sempre buone, o sono sempre cattive. Per questi motivi mi sento di definire questo libro un contributo serio, appassionato e proficuo al dibattito sul futuro della sinistra. 

 

22/12/2017

 E' morta Maria Murgia

Ho appreso solo a funerali celebrati e per caso la triste notizia della scomparsa dell'amica Maria Murgia in Costanzo. Aveva 85 anni. A Maria e a Giovanni mi legano tanti cari ricordi, ricordi di persone sincere, sane, capaci di slanci di amicizia. Maria era una donna pacata, serena, molto legata alla famiglia e rispettosa del prossimo. In questi momenti di grande dolore mi sento particolarmente vicino all'amico Giovanni, ai figli, al nipote Giovanni e ai parenti tutti. Addio, Maria, grazie, riposa in pace.

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