Vox Cacumenis
 
Domenica  10 Dicembre 2017 

Per l'archivio degli anni precedenti clicca sul globo 
Scrivi al sito         Seguici anche su FACEBOOK

                               
                                             

                              
                         

         
    NOTIZIE

      
E' morta Angela Maria Biafora


CORSO DI STORIA UPMED


 L' UPMED A NAPOLI PER UN VIAGGIO D' ISTRUZIONE

  
Presentato il corso di storia UPMED


Addio,  Antonio Pitaro
        
La festa d'autunno della Pro Loco di Caccuri


 Addio a Peppino Sperlì, un compagno vero
       
 Emilio Drago è il segretario del PD caccurese

Istituita la Parrocchia di Santa Rania

I viaggi di istruzione dell'UPMED: Oriolo
      
 
Il Maestro Giulio Lucente espone ad Asti 

Il nuovo anno accademico dell'UPMED

Addio a Maria Pisano

 Decimo anno accademico dell' UPMED

Alessandro e Alessandra sposi nel castello di Caccuri
 


    Il FATTO

     

 I nuovi "politici" e le nuove generazioni

Interesse e simpatia per i briganti e per la vera storia del Risorgimento


Ma non è una cosa seria 

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI

La svolta di papa Francesco sul fine vita

 PROCESSO AGLI INNOCENTI

Il Bio pellet caccurese e i nostri pionieri

Il grande PCI riparte da Castelsilano
 

Un campione mondiale di pasticceria


L'antitodo ai referendum padani è il compra sud


Il sen,  Mesoraca eletto vice presidente nazionale Unieda

L'Istituto Gravina fucina di giovani musicisti

Gianni Porcelli Vice presidente regionale dell'UNPLI

 Omaggio a Paolo Cinanni, comunista e meridionalista

 Geometro, pediatro, penalisto

                                      IL FATTO

                            I nuovi "politici" e le nuove generazioni

    Fa impressione leggere su un giornale dell'appello di un bravissimo professore calabrese  che, dopo aver ultimato gli studi universitari,  partito da Cosenza per la Francia, insegna all'Università di Marsiglia e che invita i giovani a scappare dall'Italia dove i politici avrebbero distrutto tre generazioni. 
   Premesso, caro professore, che come calabrese sono orgoglioso di Lei e di tanti giovani cervelli della nostra regione che danno lustro e decoro alla nostra terra, sia all' interno dei confini nazionali che, come nel suo caso, all'estero, debbo, tuttavia farLe un appunto o, se vogliamo precisare una cosa fondamentale.   A distruggere tre generazioni, non sono stati i politici. Caso mai è stata una fantomatica "società civile" a far fuori diverse generazioni di politici  mettendo al loro posto quelli che negli ultimi vent'anni hanno prodotto questo capolavoro di paese che ci ritroviamo. I politici sono stati sostituiti da imprenditori, da saltimbanchi (con tutto il rispetto per i saltimbanchi veri) e da professori, magari espertissimi nel loro mestiere (per molti ho i miei dubbi anche su questo), ma assolutamente digiuni di politica e privi di una visione complessiva della società e dei suoi problemi. A meno che per politici non si voglia intendere le scamorze che ci governano da almeno vent'anni. Quando penso ai politici mi vengono alla mente gli Sturzo, i De Gasperi, i Lapira, i Togliatti, i Terracini, i Parri, i Calamandrei, i Berlinguer, i Pertini, i La Malfa. i Saragat. Definire politici i governanti degli ultimi decenni, a parte qualche rarissimo esempio di persone oneste e competenti che pure ci sono state, è tutta da ridere. 

                                   

             Lo studio ai Architettura Guzzo, una bella realtà

  Oggi voglio parlarvi di un giovane figlio di caccuresi nato e residente al nord che si è fatto conoscere per il suo importante lavoro. Si tratta dell'architetto Vincenzo Guzzo, titolare di un affermato studio di progettazione premiato in un importante concorso per aver realizzato un quartiere con case ecologiche.  Chi volesse saperne di più può visitare la pagine facebook condivisa. A me non resta che comp0limentarmi con l'amico architetto che saluto caldamente assieme al padre, il mio caro amico Salvatore e a tutti i suoi cari.    
 /www.facebook.com/studioguzzo/

5/12/2017                   
  Interesse e simpatia per i briganti e per la vera storia del Risorgimento

 
 
  E' stata una bellissima esperienza la "lezione" sul brigantaggio politico e criminale nel XIX secolo al corso di storia, archeologia e storia dell'arte dell'Università popolare del Mediterraneo, nei locali dell'Istituto Tecnico Donegani di Crotone; un excursus di un'ora e mezza su un tema di estrema attualità alla luce del neo meridionalismo che, da qualche anno ha focalizzato l'attenzione sulla storia dell'Unità d'Italia e sulle cause economiche.  sociali e politiche del brigantaggio. All'iniziativa erano presenti una trentina di corsisti che hanno seguito con interesse la lezione ponendo numerose domande dalle quali traspariva una buona conoscenza delle problematiche oggetto del dibattito. Alla fine ne siamo usciti tutti arricchiti e ho potuto constatare come la conoscenza delle tematiche meridionaliste e della vera storia del Risorgimento in contrapposizione a quella degli "scrittori salariati" dei quali parlava Gramsci, è molto più diffusa di quanto comunemente si crede. E il prossimo 19 dicembre ci occuperemo della situazione economica e sociale e dell'emigrazione nel Crotonese degli anni '50 e 60.

Ma non è una cosa seria 



  Tornato a casa dalla campagna, ho trovato il televisore acceso e sintonizzato su questo programma,  mentre mia moglie ciabattava per casa. L'occhio mi è caduto subito sulla didascalia, mentre con un rapido cambio immagine è comparso sullo schermo questo signore che, se non sbaglio, fu un dirigente di primo piano della CGIL. A decidere di spegnere l'apparecchio ho impiegato meno di tre secondi, giusto il tempo di leggere la scritta che mi è parsa una domanda retorica, una, cioè, di quelle domande che ti suggeriscono già la risposta, "specie di questi tempi che c'è stata una moria delle vacche", diceva Totò. A me, però, ne suggerisce un'altra: ma questi signori, credono davvero che i pensionati italiani siano ricchi e privilegiati? Ma a quali pensionati si riferiscono? Ai pensionati manager delle ex aziende di Stato, dell'Alitalia, delle Ferrovie, dell'IRI? Ai pensionati degli alti gradi delle forze armate, ai grand comis dello Stato, agli ex presidenti della Repubblica, della Corte costituzionale, ai deputati con dieci legislature? O ai pensionati al minimo che con quella miseria devono pagare il fitto di casa, il condominio, la luce, il gas, il telefono, l'assicurazione dell'auto (se ancora ce l'hanno), la Tari, vestirsi, mangiare, riscaldarsi? Ma davvero secondo questi signori questi pensionati sarebbero dei ricchi o, perlomeno, degli abbienti dei quali non ci si dovrebbe occupare per occuparsi dei più poveri nella spartizione delle briciole?  No, cari  amici; io, più modestamente penso che dibattiti come questi servano, magari anche se chi li organizza è in buona fede, a impedire di occuparsi dei ricchi che così, invece delle briciole, si pappano la pasta, la carne, le ostriche,il pane intero e lo champagne. In un paese serio, in un mondo civile , invece di mettere poveri contro poveri si metterebbero le mani nelle tasche dei super ricchi, dei banchieri ladri, dei super manager con pensioni da nababbo guadagnate mandando in malora le aziende di stato, magari anche in quelle di sedicenti star televisive che percepiscono vagonate di soldi,  per fare un po' di giustizia sociale, ma questo paese, per dirla con Pirandello e con Flaiano, "non è una cosa seria."

 

                         UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI



  Sento il bisogno di ringraziare pubblicamente tutti gli amici che hanno voluto far pervenire gli auguri a L'Isola Amena per i suoi diciassette compleanni, non ancora sufficienti per raggiungere la maggiore età per gli umani, ma un'età già veneranda per un sito web. Siete stati così tanti, sia su facebook che nella posta privata, a farmi pervenire apprezzamenti, ringraziamenti, riconoscimenti per il lavoro svolto che mi riesce impossibile ringraziarvi singolarmente e se mi sfuggisse uno solo di voi sarebbe davvero imperdonabile. Grazie ancora. Vi voglio bene. Buona serata e buona domenica. 

                    La svolta di papa Francesco sul fine vita


    Papa Francesco non finirà mai di stupirci. Fra le tante fortune che ho avuto nella mia vita annovero questa di aver conosciuto e visto all'opera un papa straordinario come quest'italo - argentino che per la prima volta nella storia della chiesa, "sibi nomen imposuit" Francesco come il poverello di Assisi e che da qualche anno sta rompendo le anacronistiche incrostazioni che allontanavano sempre più la chiesa dalla gente e dai suoi bisogni, dai diritti civili inalienabili di credenti e non credenti. Così oggi apprendiamo che in un messaggio alla Pontificia Accademia della vita il papa invita ad evitare l'accanimento terapeutico la cui interruzione non va considerata come eutanasia, ma come tutela della dignità di ogni essere umano. 
    Mai un alto esponente della Chiesa, ma anche dei partiti confessionali eternamente al governo in questo paese da soli, assieme ai liberali, ai socialisti, ai comunisti o agli ex comunisti, aveva affermato con chiarezza qualcosa di simile. Ora questi signori non dovrebbero più avere alcun alibi per continuare a ostacolare una giusta legge sul fine vita e sul testamento biologico. Almeno lo speriamo.  Detto questo voglio aggiungere una mia considerazione personalissima che probabilmente farà storcere il naso a tanta gente, credente e non credente, di destra e di sinistra: penso che papa Francesco e Pepe Mujica siano i soli grandi leader della sinistra mondiale o, perlomeno, i soli, forse assieme, comunque a debita distanza, a Corbyn e a Sanders, che dicono ancora qualcosa di sinistra. Per fortuna. 



                                    PROCESSO AGLI INNOCENTI



In questo pazzo, schizofrenico paese c’è da schiattare dal ridere perché di piangere non se ne deve proprio parlare. Con tutti i guai grossi e i problemi che ci affliggono, prendiamola sempre a ridere perché un po’ di buon umore ce lo meritiamo per davvero.
  Ieri sera la nazionale italiana è stata eliminata dalla Svezia e dopo sessant’ anni, non disputerà un mondiale di calcio con grande dolore per milioni di tifosi e per migliaia di venditori di bandiere tricolori che dovranno rinunciare a un businnes milionario.  Da domani nelle piazze, nei saloni da barbiere, negli ambulatori medici, nelle sale di attesa delle stazioni ferroviarie del nord (al sud per fortuna non ci sono più stazioni e nemmeno ferrovie), nei salotti delle televisioni inizieranno processi spietati per i colpevoli o presunti tali. Già qualche giornale lancia il suo sondaggio: secondo voi chi è il colpevole, Ventura, Tavecchio o i giocatori? E la cosa curiosa (da qui lo schiattare dal ridere) è che c’è gente che risponde pure, come se davvero il responsabile della disfatta fosse uno di questi tre soggetti o tutti e tre in ugual misura.  E’ la solita storia del dito e della luna. Quando l’orgoglio pallonaro italiano viene ferito bisogna assolutamente trovare in tempi strettissimi un colpevole da gettare in pasto ai tifosi in lacrime per calmare la loro furia e lenire il loro dolore. Ma ciò che dà più fastidio è il fatto che quelli che cazzeggiano in televisione non si rendono conto che la prima, principale responsabile di questo disastro sportivo è proprio la televisione cha da anni ha innescato una spirale perversa che sta distruggendo il calcio italiano, ma che finirà per distruggere il calcio tout court. E, a mio modestissimo parere, i tifosi che sottoscrivono gli abbonamenti.
  Quando i signori della televisione hanno capito che dalle tasche dei tifosi si possono cavare fiumi di danaro da fare impallidire il Rio delle Amazzoni, il Nilo e il Missisippi, hanno cominciato a riversarne parti consistenti sulle squadre di calcio condannate a  essere sempre più competitive e spettacolari,  a rincorrere i migliori calciatori al mondo, a moltiplicare coppe, coppette, tornei in tutta Europa. Ovviamente l’Italia non fa eccezione. Una corsa alla competitività così folle non può fermarsi, non c’è il tempo di formare i campioni perciò via i vivai, compriamoli all’estero già pronti come il grano, come le macchine fotografiche, i computer, gli smartphone, come tutto ciò che si produceva un tempo in questo bislacco paese e oggi non si produce più. Cosi la terra dei portieri e dei terzini oggi li importa dall’estero come gli attaccanti e un allenatore della Nazionale lavora con quello che passa il convento.  Un tempo la convocazione in nazionale era un onore grandissimo per giocatori e presidenti di club; oggi è vista con
fastidio perché il giocattolo si potrebbe romper e la corsa all’oro interrompersi.  Sua maestà la televisione è quasi riuscita laddove la chiesa aveva sempre fallito: eliminare quasi del tutto le partite di campionato la domenica spalmandole in tre o quattro giorni come se fossero marmellata,  così i tifosi non rischiano mai una crisi di astinenza. Calcio a getto continuo, senza sosta e calcio competitivo. Chi ha detto che l’importante non è vincere, ma partecipare? Ve l’immaginate il Sassuolo o il Frosinone in Europa?  Vero? E poi la colpa sarebbe di Tavecchio, di Ventura o dei calciatori? Ma per favore!

                          Il Bio pellet caccurese e i nostri pionieri

   Scoprire che puoi comprare dell'ottimo pellet e a un prezzo conveniente, prodotto a due passi da casa tua senza essere costretto a rimpinguare le tasche dei padani e dei veneti che, per una questione di "schei", promuovono referendum per l'autonomia e magari l'indipendenza da "Roma ladrona" e continuano ad accusarti di essere un parassita e un mantenuto dal loro lavoro e dal loro sudore è una soddisfazione che non ha prezzo. Da oggi la cosa è possibile perchè l'ottimo Bio pellet prodotto dalla ditta Carlo Longo (il nostro amico Carletto)  in contrada Eido del nostro comune, lo si può acquistare presso il Brico self di Vincenzo Guarascio, il negozio aperto qualche mese fa in via Annunziata. Due belle realtà, la fabbrica di pellet e il Brico self, opera di due giovani che hanno deciso di investire la loro vita nel nostro paese per dare un contributo concreto e decisivo alla sua rinascita e allo sviluppo economico e sociale della nostra cittadina e che si aggiungono ad altre belle realtà produttive del nostro paesino. Altro che assistiti e parassiti! Ecco un modo concreto e tangibile di voler bene al proprio paese che merita tutto il nostro appoggio. Perciò, amici caccuresi, all'invito al "Compra sud" aggiungo quello del  "Compra Caccuri."  Un in bocca al lupo ai due coraggiosi pionieri che hanno la mia simpatia e il mio plauso. 

                                   Il grande PCI riparte da Castelsilano 



   Si può seguire per due ore un'assemblea di partito senza sentire il nome di un  politico qualsiasi dei nostri giorni, una polemioca sterile, un attacco a un avversario, ma solo parlare dei problemi della gente, di come rappresentarli alla classe politica che governa il paese e gli enti locali, di equità fiscale, di tassasione progressiva, di diritti, di sanità, di scuola, di pace, di rapporti tra finanza ed economia, di mobilitazione e di lotta? Probabilmente si se si tratta di un'assemblea degli eredi di Gramsci, di Togliatti, di Terracini, di Berlinguer, di gente formata a quella grande scuola politica e morale che fu il PCI e che oggi si riappropria di quel gloriso simbolo e del programma di Enrico Berlinguer e cerca di "ricostruire su macerie" come canta Guccini. E' questo, in estrema sintesi, il resoconto di ciò che è avvenuto questa sera a Castelsino, in una nuovissima sezione (si, sezione, non circolo) del PCI gremita, anche se dalla foto, scattata qualche minuto prima dellinizio dei lavori non sembrerebbe, nel corso della quale è stato presentato il programma del partito, un programma che, come si diceva, riprende quello del vechcio PCI a cominciare dallo sglogan sulla copertina "Più stato, meno mercato" e che affronta i temi del lavotro, dell'ambiente, del territorio, dell'immigrazione, dello stato sociale, della scuola, dell'università, della cultura, dei trasporti e della mobilità, senza trascurare la pace, il disarmo, l'Europa e la sovranità popolare. Ma il progetto ambizioso del PCI è anche quello di cercare di operare una sintesi, una semplificazione nella miriade di sigle e partititi nati dopo la Bolognina per cercare di dar vita a un grande partito della sinistra. Per far ciò va ricercata l'unità senza pregiudiziali, senza rinchiusure, probabilmente senza rotture se quanche idea o qualche proposta non devesse essere accetatta integralmente dagli interlocutori come ha invitato a fare il segretario della CGIL di Crotone Raffaele Falbo.
  Presentare il programma è toccato a Alfonso Valenti del direttivo provinciale di Crotone. Sono intervenuti nel dibattito, introdotto dal segeratrio di sezione di Castelsilano, il segretario di San Giovanni in Fiore, un consigleire comunale del PCI di Roccabernarda, Salvatore Bellio (Turuzzu), Raffaele Falbo e il sottoscritto. Le conclusioni sono state affidate al segretario provinciale Saverio Valenti. Ai compagni di Castelsilano, al segretario e al direttivo gli auguri più affettuosi di buon lavoro . 

                Un sangiovannese che onora la Calabria
                  Campione mondiale di pasticceria



   Entri in un bar pasticceria a pochi chilometri da casa tua
per bere qualcosa, in un lugo dal quale sei passato centinaia e centinaia di volte, senza nemmeno farci caso,  e scopri che nel locale, di proprietà della famiglia, lavora niente meno che il campione mondiale di pasticcereria e panetteria per l'anno 2009, titolo conquistato a Rimini. Ma il palmares del giovane sangiovannese Domenico Spatafora  è molto ricco di trofei. Il nostro giovane conterraneo, infatti, ha vinto il titolo di campione d'Italia juniores, sempre a Rimini, per l'anno 2005,  è risultato primo classificato al Concorso nazionale di sculture in cioccolato,  al secondo posto ai campionati mondiali juniores, al secondoposto nella Coppa del mondo a Lusemburgo nel 2010 e ha vinto gli Internazionali d'Italia di Massa Carrara nel 2011. Eccola la Calabria che lavora e che produce, la Calabria delle eccellenze, dei mostri di bravura che abbiamo sotto casa e dei quali nemmeno ci accorgiamo, abituati da sempre ad auto denigrarci da quegli esterofili incorregibili che siamo. Compolimenti a Domenico e in bocca al lupo per il suo lavoro. 

L'antitodo ai referendum padani è il compra sud

   Tanto tuonò che piovve! A furia di battere il chiodo, i leghisti del lombardo veneto, dopo  il referendum di domenica,  si apprestano a chiedere l’autonomia fiscale per tenersi strette le loro tasse senza versarle allo stato italiano.  Dopo averci spremuto come limoni per oltre 150 anni,  dopo aver distrutto dal 1861 le nostre industrie, svuotato le casse duo siciliane, “impedito alla nostra gente di intraprendere” come voleva quel galantuomo di Brombini,  dopo aver investito la quasi totalità delle risorse del paese a nord del Po lasciando il Mezzogiorno senza strade, autostrade, ferrovie, chiudendo le poche fabbriche che ancora resistevano, attuato politiche che hanno distrutto l’agricoltura delle regioni meridionali, dopo averci perfino rubato i soldi destinati alla sistemazione delle nostre strade per pagare le multe per le quote latte degli agricoltori del nord, dopo aver rastrellato gli ultimi miliardi disponibili per salvare le banche del centro – nord (le banche, badate bene, non i risparmiatori, perlomeno non quelli con depositi o conti correnti fino a 100 mila euro) ora vogliono tenersi il malloppo non essendoci più latte nelle mammelle di mamma Italia. Però continuano imperterriti a rubare le ricchezze del sud: il petrolio della Sicilia e della Basilicata, il metano di Crotone, E poi dobbiamo sorbirci anche i predicozzi dei più ignoranti tra i popoli italici che continuano a lamentarsi di mantenere i meridionali vagabondi e scansafatica, quei meridionali che hanno insegnato loro a leggere e a scrivere,  la lingua italiana, che hanno mandato avanti i loro uffici, che hanno costruito le loro case, le loro strade, le loro fabbriche. 
E’ chiaro che dopo aver creato e sfruttato per un secolo e mezzo una colonia interna chiamata Mezzogiorno, l’autonomia fiscale è l’ultimo colpo di grazia per le nostre regioni, o almeno questo credono questi signori. A questo punto uno stato degno di questo nome non dovrebbe più investire un solo centesimo in quelle regioni che credono di poter fare da sole, mentre noi meridionali possiamo fare moltissimo per noi stessi, per la nostra economia, per le nostre aziende, per i nostri enti locali, per la nostra sanità. Per esempio comprare sempre e solo prodotti meridionali boicottando quelli del Lombardo – Veneto. E i padroncini del nord vedranno calare le loro vendite, ridursi i fatturati, entrare in crisi magari cominceranno a capire. Insomma, fecero loro nel marzo del 1848, anche noi dobbiamo rifiutarci di “fumare i loro sigari.” Compriamo i nostri prodotti che fra l’altro sono molto migliori delle loro ciofeche. Comprate i prodotti meridionali; campani, pugliesi, siciliani, lucani, non solo quelli agro alimentari e non solo agroalimentari, Spesso nemmeno ce ne accorgiamo, ma al Sud si produce di tutto.  Io lo sto facendo da anni, ma da domani terrò sempre in tasca gli occhiali da vicino per leggere sull’etichetta la provenienza. Questo è l’unico sistema per favorire lo sviluppo e il riscatto del Mezzogiorno che ha le risorse, le intelligenze, le capacità per farcela. Io compro i nostri prodotti; fatelo anche voi.

                                        

    Il sen,  Mesoraca eletto vice presidente nazionale Unieda

      


Università Popolare del Mediterraneo
Crotone
Comunicato stampa

    Il sen. Maurizio Mesoraca, presidente dell’UMPED di Crotone è stato eletto vice presidente nazionale dell’UNIEDA, la federazione italiana che raggruppa e coordinale università popolari italiane.
    Il prestigioso riconoscimento rappresenta un giusto premio non solo per il presidente Mesoraca, ma anche per tutta l’UPMED, per i suoi soci, la direzione, i suoi docenti, per gli stessi corsisti  che in questi primi dieci anni di attività si sono adoperati per riempire il vuoto sociale e culturale di una terra fino a qualche decennio fa ricca di fermenti e di potenzialità, contribuendo così, assieme ad altre agenzie culturali come l’Unical, le scuole di Crotone e del Crotonese e le altre associazioni culturali,  alla crescita complessiva del territorio.       Come primo atto dopo l’insediamento il vice presidente Mesoraca ha proposto l’organizzazione di un evento nazionale nella provincia di Crotone tra il capoluogo e Santa Severina previsto per la prossima primavera che vedrà la partecipazione di tutte le università popolari italiane. La proposta è stata accolta e ha riscosso il plauso della dirigenza nazionale dell’Unieda. 
Colgo l'occasione per rinnovare al carissimo, fraterno amico gli auguri più calorosi di buon lavoro. 

 
   Giuseppe Marino,  responsabile della comunicazione dell’UPMED  
               

           L'Istituto Gravina fucina di giovani musicisti



  
Una delle cose più interessanti della cerimonia di apertura del nuovo anno accademico dell'UPMED di sabato scorso, oltre la lunga relazione iniziale del presidente Mesoraca e della lectio magistralis del rettore emerito dell'UNICAL prof. Latorre, è stata l'esibizione dei giovani musicisti dell'Istituto Statale D'Istruzione superiore Gian Vincenzo Gravina di Crotone, intitolato a uno dei più grandi calabresi di tutti i tempi, letterato e giurista,  tra i fondatori dell'Arcadia.  Che la terra di Leonardo Vinci, di Francesco Cilea, di Stanislao Giacomantonio, la città del grande Rino Gaetano fossero da sempre fucine di bravi musicisti lo abbiamo sempre saputo, ma vedere dal vivo ragazzi di sedici, diciasette anni impegnati con archi e fiati, padroneggiare strumenti difficili come pianoforte, violino, violoncello, sax nell'esecuzione di pezzi classici di notevole difficoltà  è sempre una grande gioia e una grande soddisfazione e i ragazzi del Gravina di Crotone sono davvero riusciti a suscitare emozioni, Questi miracoli sono opera, oltre che della bravura dei nostri ragazzi che si applicano con passione, sacrifici e costanza nello studio dell'arte di Euterpe, anche alla lungimiranza e alla sagacia di molti dirigenti scolastici calabresi che da anni hanno avuto l'intelligenza di introdurre nelle  scuole del Crotonese lo studio dello strumento musicale, 
   A loro e, soprattutto ai ragazzi e ai loro docenti vanno i nostri apprezzamenti e i nostri complimenti, senza dimenticarci del presidente Mesoraca che da sempre ha voluto che le manifestazioni pubbliche dell'UPMED fossero "contrappuntate" dall'esibizione di nostri bravi, giovani musicisti. 


  
Gianni Porcelli Vice presidente regionale dell'UNPLI



  
Ambito e meritato riconoscimento per il compaesano Gianni Porcelli nominato lo scorso 15 settembre vice presidente regionale dell'UNPLI (Unione nazionale Pro loco d'Italia) Calabria.
 Porcellli, docente di storia dell'arte, fino a qualche giorno fa Assessore alle politiche sociali, giovanili e scolastiche, con delega alla cultura e al territorio nella stessa associazione, è da anni impegnato, in qualità di presidente, nelle attività della Pro Loco di Caccuri e ha al suo attivo numerose, importanti iniziative. Un grosso in bocca al lupo al caro amico e ad maiora. 


          Omaggio a Paolo Cinanni, comunista e meridionalista

   Oggi finalmente ho reso un doveroso omaggio alla tomba di Paolo Cinanni, un grande compagno comunista, un meridionalista vero, partigiano, combattente di mille battaglie a favore dei contadini della provincia di Cosenza e del Meridione tutto, allievo di Pavesi e amico di Carlo Levi. Era un bel po' che me lo ero riproposto, ma per un motivo o per l'altro non mi riusciva.  
   Cinanni, uomo tutto d'un pezzo, intellettuale organico secondo gli insegnamenti gramsciani, si batté per  il riscatto degli operai e di contadini, per liberarli dallo sfruttamento padronale, sia nei latifondi, sia  nelle fabbriche e fu sempre alla testa delle lotte  per la restituzione delle terre usurpate. Il suo impegno politico lo portò anche a interessarsi di emigrazione, problema al quale dedicò due dei suoi libri: Emigrazione e imperialismo ed Emigrazione e unità operaia. 
   Cinanni era convinto che la mancanza riforma agraria era uno degli aspetti più importanti  della questione meridionale e da questa  derivava l'emigrazione.
   Era molto legato a San Giovanni in Fiore, cittadina che lo vide impegnato, da dirigente comunista, in un'attività politica costante e frenetica. Nella "capitale della Sila" conobbe la sua futura moglie Serafina Iaquinta e a San Giovanni in Fiore, la sua città elettiva, il politico di Gerace volle essere sepolto. Credo che non solo gli uomini e le donne di sinistra, ma tanti calabresi, tanti meridionali debbano molto a questo indomito combattente per il riscatto della nostra terra. Purtroppo si è perso lo stampo di uomini come Paolo Cinanni, Fausto Gullo, Giacomo Mancini, Gino Picciotto, Pasquale Poerio e tanti altri. 

             Geometro, pediatro, penalisto: la nuova lingua italiana

              

    Pare che a qualche nostro sindaco sia venuta la bella pensata di deliberare l'obbligo dell'uso dei neologismi "sindaca"  e "assessora" negli atti amministrativi. Presumo che il plurale vada reso con "sindache" e "assessore". Plaudo all'iniziativa. Per oltre un secolo le vecchie femministe si sono trastullate nella rivendicazione di diritti fasulli come il diritto di voto, il diritto all'aborto assistito e a una maternità consapevole, ai consultori e agli asili nido, al congedo per maternità e puerperio.  alle pari opportunità sul lavoro, a un'equa retribuzione retribuzione, insomma una serie di cavillosi sofismi senza entrare nel merito dei diritti veri. Ora, finalmente, con l'arrivo delle nuove politiche (qui il termine non è usato nel senso di provvedimenti finalizzati al miglioramento della qualità della vita di tutti noi, ma come plurale femminile di politico, uomo politico) le cose cominciano finalmente a filare e anche noi maschilisti dovremo filare, eccome! Ora, finalmente, "sebben che siano donne, paura più non hanno" e le nuove femministe cominciano a spezzare le catene. Però, se è ancora consentito un timido rigurgito maschilista, anche per rendere effettiva la parità, ho una piccola proposta da avanzare: secondo me sarebbe opportuno anche tutelare per legge tanti poveri onesti professionisti maschi che si vedono quotidianamente apostrofare con nomi la cui desinenza farebbe pensare al genere femminile, Così basta con i sostantivi geometra, pediatra, penalista, giurista, insegnante da sostituire con geometro, pediatro, penalisto, giuristo, insegnanto e via di seguito. Dante, Cielo d'Alcamo, Manzoni e gli altri padri della lingua ci perdoneranno, così come mi auguro ci perdoneranno i nostri pronipoti per questo mondo balordo che lasciamo loro. 

                            ULTIME NOTIZIE

29/11/2017 

       E' morta Angela Maria Biafora



 
Si è spenta questa mattina, all'età di 91 anni, la signora Angela Maria Biafora, vedova Pisano. Era una donna brava, gentile, discreta, affettuosa madre di famiglia come tanti altri membri della famiglia Biafora.  In questi momenti di dolore sono particolarmente vicino ai figli, ai nipoti e ai parenti tutti ai quali voglio far giungere le mie più sentite condoglianze. 

29/11/2017 

                      UPMED
   
CORSO DI STORIA, ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE  

   

    E' iniziato nei giorni uno dei tanti prestigiosi corsi promossi dall'Università popolare del Mediterraneo, quello di Storia, archeologia e storia dell'arte che quest' anno si arricchisce di alcune lezioni di filosofia sui filosofi calabresi. Qui di seguito pubblichiamo il calendario delle lezioni. Ricordiamo che il corso, completamente gratuito, può essere seguito da tutti i soci dell'UPMED. 

                                
Calendario

 28 novembre 2017: prof. V. E. Esposito - Reperti archeologici rinvenibili nel nostro linguaggio (concetti di spazio-tempo-infinito-eterno-natura-mondo etc.)

 5 dicembre 2017. Prof. Giuseppe Marino - Embrioni di rivolta sociale: il brigantaggio politico anti francese e anti unitario e quello criminale nella Presila del XIX secolo.

 12 dicembre 2017: Dott.ssa Margherita Corrado - I musei di Crotone

19 dicembre 2017: Prof. Giuseppe Marino – La situazione economica e sociale nel Crotonese degli anni ’50 e ’60 – L’emigrazione

9 gennaio 2018: Prof. Salvatore Belvedere – Crisi dello stato liberale, il fascismo e la Resistenza.

16 gennaio 2018: prof. V. E. Esposito – Il contributo dei filosofi calabresi    alla visione moderna della realtà: Telesio, Campanella, Galluppi, De Grazia.

 23 gennaio 2018: prof.sa Angelina Brasacchio – La dominazione normanno – sveva e la figura di Federico II partendo dalle testimonianze architettoniche nel territorio del Crotonese.

30 gennaio 2018: prof. Salvatore Belvedere – L’Italia del dopoguerra- L’Europa.

 6 febbraio 2018: dott. Andrea Pesavento – Greci e latini nella vallata del Neto

 13 febbraio 2018: prof.sa Angelina Brasacchio – La dominazione francese e spagnola le cui tracce sussistono, oltre che nella struttura dei centri storici, anche in alcune espressioni dialettali.

20 febbraio 2108: prof. Salvatore Belvedere – Funzione storica della scuola italiana.

 27 febbraio 2018: prof.sa Angelina Brasacchio – Ancora su dominazione spagnola e francese.

6 marzo 2018: dott. Andrea Pesavento – Ancora su greci e latini.

 13 marzo 2018: dott. Pino Condello – Sociologia dei rioni

20 marzo 2018: prof. V. E. Esposito – Ancora sui filosofi calabresi

10 aprile 2018: prof.sa Anna Russano – Prima visita guidata del centro storico di Crotone

17 aprile 2018: dott. Pino Condello – Ancora su sociologia dei rioni.

 24 aprile 2018: prof.sa Anna Russano – Seconda visita giuidata del centro storico di Crotone.

8 magio 2018: prof.sa Olga Macrì – Industrializzazione a Crotone e conseguente trasformazione sociale.

15 maggio 2108: prof. Maurizio Mesoraca – Parlamento e democrazia.
 

                              17/11/2017 

      L' UPMED A NAPOLI PER UN VIAGGIO D' ISTRUZIONE



   Continuano i viaggi d' istruzione dell'Università popolare del Mediterraneo, l'altra scuola, come viene comunemente definita, una scuola che fa formazione permanente perché l'uomo cessa di imparare solo sul letto di morte. 
  Domani e domenica saremo a Napoli, "la città più bella del mondo", amata da Stendhal, da Goethe, da Dostoevskj, da Leopardi, ma anche da milioni e milioni di persone che l'hanno visitata nel corso dei secoli. Meta di questa bellissima "gita" la reggia e il museo di Capodimonte, il Duomo e il Battistero, Spaccanapoli e i presepi. Un grazie al vulcanico presidente Mesoraca e un saluto all'amico Francesco Antonelli e a tutti gli amici napoletani.

07/11/2017

       Presentato il corso di storia UPMED

   E' stato presentato oggi pomeriggio, in un'affollata aula magna dell'Istituto G. Donegani di Crotone, il Corso di storia, archeologia e storia dell'arte dell'Università popolare del Mediterraneo uno dei tanti corsi dell'associazione crotonese. 
  
Il compito di illustrare questa importante iniziativa culturale è toccato al rettore, il prof. Vittorio Emanuele Esposito, al presidente sen. Maurizio Mesoraca e ai docenti professoressa Olga Macrì , Andrea Pesavento storico e ricercatore, Salvatore Bevilacqua, pedagogista e ispettore scolastico, Pino Condello, scrittore, Angelina Brasacchio, docente di filosofia e scrittrice e Giuseppe Marino, storico locale. Tra gli altri docenti figurano anche l'archeologa Margherita Corrado e la professoressa dell'Accademia delle Belle Arti, Anna Russano. 
  Il corso si articola in 22 appuntamenti, uno ogni martedì, a partire dal prossimo 15 novembre fino al 15 maggio 2018. Quest'anno è stata introdotta un'importante novità con l'aggiunta di un corso di filosofia e scienza con particolare riferimento ai filosofi calabresi (Telesio, Campanella, Galluppi e De Grazia) a cura del prof. Esposito. 
Molteplici gli argomenti delle lezioni che spaziano dalla storia del Risorgimento al brigantaggio anti francese e anti unitario, dalla crisi dello stato liberale. il fascismo e la Resistenza, alla dominazione normanno - sveva, all'Italia del dopoguerra, dalla dominazione francese e spagnola, alla presenza e allo scontro di civiltà dei greci e del latini nella valle del Neto, alla sociologia dei rioni. 

04/11/2017

                   Addio,  Antonio Pitaro

      

  Un grave lutto ha colpito oggi pomeriggio il nostro paese  come un fulmine a ciel sereno con l'improvvisa, prematura scomparsa di Antonio Pitaro.
   La morte è sempre infame e difficile da accettare, ma quando ghermisce un giovane che ha da poco superato i trent'anni, diventa una infame camaglia.  Antonio era un ragazzo incline alla battuta scherzosa, pieno di vita, di indole buona. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella vita dei genitori, dei fratelli, dei parenti, ma anche nella comunità caccurese. Personalmente voglio ricordarlo come appare in questo fotogramma di una manifestazione di tanti anni fa, diciassettenne, pieno di vita e di gioia di vivere. 
  In questo tragico momento di dolore voglio far giungere a Giuseppe, a Barbara, a Saverio, a Rossella e  ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze e il mio cordoglio per la grave perdita del congiunto. Addio. Antonio, la sorte ti è stata avversa, ma resterai sempre con noi e custodiremo con tenerezza il tuo ricordo. 

29/10/2017

            La festa d'autunno della Pro Loco di Caccuri

  Ancora una gradevole edizione de "La festa d'autunno nel borgo del castello" l'appuntamento col quale la Pro Loco di Caccuri vuole allietare uno dei periodi dell'anno più noioisi dell'anno. In questo video un servizio de L'Isola Amena sull'iniziativa.

 

24/10/2017

          Addio a Peppino Sperlì, un compagno vero


 
   E se n'è andato, oggi pomeriggio,  anche Peppino Sperlì, uno degli ultimi, veri comunisti caccuresi, un combattente, un compagno di tante battaglie, fedele fino alle estreme conseguenze ai suoi ideali e al suo partito. Per capire lo spessore di quest'uomo basti pensare che, assieme al fratello Emilio, anch'egli comunista, negò ripetutamente il suo voto agli altri due fratelli maggiori,  Mario e Francesco, ai quali era legatissimo, sol perché candidati nelle liste del PSI prima e del PSIUP dopo. 
  In questo momento di dolore un oceano di ricordi  affiora alla mia mente, ricordi che mi impediscono di pensare che Peppino non è più con noi, ma che lo rendono più vivo che mai. 
  Comunista da sempre, fu anche "ospite", per qualche giorno , dello Stato, sol per aver preteso con modi civili e urbani, che un comizio del suo partito non venisse disturbato da qualche bulletto avversario, cosa che era assolutamente vietata a Peppino e ai suoi compagni nei confronti degli avversari. Accadevano, purtroppo, anche queste cose negli anni '50 dello scorso secolo quando al governo del Paese nato dalla Resistenza antifascista dei comunisti c'era un partito sul cui simbolo spiccava la parola "Libertas". Peppino era un combattente tenace, appassionato, con una fede incrollabile, ma sapeva farsi amare e rispettare dagli avversari per la sua correttezza e il suo grande senso dell'amicizia per cui. passati i tempi bui dello scelbismo, il vecchio comunista, uomo equilibrato e generoso,  divenne l'amico fraterno di compagni e avversari. 
Era anche un fine umorista e dotato di molta auto ironia. Spassosi gli aneddoti su nonno Peppino Marino che mi raccontò in più occasioni,
 Di Peppino mi resterà il ricordo di una sua celeberrima battuta che ripeteva, ma senza malanimo e senza acredine, anzi col sorriso di sempre,  ogni volta che assisteva a qualche ingiustizia o qualche stortura: "Ci vorrebbe uno Stalin del '36" e quando gli chiedevo come mai uno Stalin d'annata, scoppiavamo entrambi in una irrefrenabile risata. Addio, Peppino, non ci incontreremo più, ma tu non sei morto; continueremo a "sfruculiarci" a distanza come sempre. Accidenti alla morte: anche per lei ci vorrebbe uno Stalin del '36. 

21/10/2017

           Emilio Drago è il segretario del PD caccurese


  
   
Emilio Drago è da ieri sera il segretario cittadino del PD caccurese eletto, dall'assemblea degli iscritti,  con un solo voto contrario,  anche delegato al congresso provinciale dello stesso partito che si terrà nei prossimi giorni. Caccuri così, dopo diversi anni, torna ad avere un segretario di un partito politico, una sezione, anche se manca ancora un luogo fisico sparito dopo l'invenzione del partito liquido ,e un organismo dirigente che, come si augurano gli iscritti, torni a prendere collegialmente le decisioni. 
   Nel corso dell'assemblea è stato eletto anche il direttivo che risulta composto dal segretario, e da Francesco Basile, Francesco Miliè e Karol Pietruczuc Vittoria Larocca.  
   Allo stato, per quel che ci è dato sapere, Emilio è l'unico segretario cittadino  di un partito politico caccurese. A lui spetta il difficile compito, non solo di ricostruire un partito di fatto inesistente, ma anche quello di apripista per altre eventuali forze politiche che volessero seguire l'esempio del PD.
   Al caro amico, ai membri del direttivo e agli iscritti e simpatizzanti del suo partito, gli auguri di buon lavoro da L'Isola Amena 

14/10/2017

                     Istituita la Parrocchia di Santa Rania

    Ho appreso dall’amico Salvatore Loria la notizia dell’istituzione, nei giorni scorsi, della parrocchia di Santa Rania, ridente e popolosa frazione caccurese.
   La decisione del vescovo e delle autorità religiose, oltre a venire incontro alle esigenze di una comunità ricca di fermenti culturali, religiosi e sociali, rappresenta un giusto e meritato riconoscimento per i fedeli del luogo. 
   Le parrocchie caccuresi, così, tornano a essere più di una. Nei secoli scorsi, infatti, oltre alla Matrice esistevano quelle di San Nicola e quella di San Pietro, entrambe annesse alla Matrice, poi, sia per il decremento demografico della cittadina, sia per le scarse entrate che non consentivano il mantenimento del numeroso clero, furono ridotte a una sola. Un problema questo affrontato sia dal vescovo di Cariati mons. Filippo Gesualdo, agli inizi del XVII secolo che scrisse in una relazione “
La Terra di Caccuri si bene haveva molte chiese curate tutte nondimeno sono redutte a una sola chiesa matrice la quale è servita dall’Arciprete, et altri curati li quali col detto Arciprete hanno la cura dell’anime per familias e l’entrate loro sono le decime de Parrocchiani, le quali sono cossì tenue  che non sono sufficienti appena a mantenere un sol curato, per lo sarebbe forse espediente unir  l’entrate e la cura in un solo Arciprete, perché se farebbe il servitio d’Iddio N. Sig.re con più frutto dell’anime et il curato viverebbe con più decenza”, sia da dal vescovo mons. Maurizio Ricci che, a proposito dell’abazia di San Bernardo, a sud est della cittadina,  osservò”  La chiesa è destrutta et la casa del Monaco sta mal accomodata, sarebbe forsi bene levar il monaco et trasferire il servitio delle messe, che molte volte non se dicono, alla chiesa Matrice della Tera et farle celebrar dalla Comunità de preti, questo temperamento non sarebbe di preiudicio alla Religione, perche l’interesse è di niun momento. Sarebbe di qualche agiuto a questi poveri Preti, si sodisfarebbero le messe et si levarebbe anco qualche nido de Ladri
  Nel corso di un millennio Caccuri ha dato alla chiesa molti illustri uomini esponenti. A parte l’abate Cornelio Pelusio, padre provinciale dei Cistercensi della Basilicata, uno dei primo biografi di Gioacchino da Fiore e autore del libro De Abatia florense et eius filiabus, e al cardinale Bonifacio Simonetta, nato a Milano da padre caccurese, nacquero nel nostro paesino ben quattro presuli: mons. Giovanni Carnuto, vescovo di Carinola, poi di Cariati, rapito dai corsari saraceni e morto in cattività ad Algeri, i due fratelli Calcante, Francesco Antonio, arcivescovo di Cosenza e Domenico Antonio, arcivescovo di Trani e mons. Raffaele de Franco, arcivescovo di Catanzaro.
  Caccuri diede anche i natali a molti dotti sacerdoti, grandi uomini di cultura che onorarono questo paese e seppero conquistarsi stima e prestigio anche oltre i confini del nostro territorio: da don Gennaro Lucente, parroco della parrocchia di San Pietro, a don Francesco Franco, punito dal vescovo perché somministrò i sacramenti al cavaliere di Malta Antonio Cavalcante, priore della Congregazione del S.S. Rosario e al fratello, il duca don Marzio che vivevano in concubinato con una donna sposata; a don Antonio Gabriele, al grande e dotto don Muzio Quintieri ('u previte 'e Vajanaru), il parroco di Cerenzia che fece erigere la chiesa di San Teodoro nel nuovo centro abitato. Ultimo grande intellettuale e uomo di cultura fu don Peppino Pitaro, all’anagrafe Giuseppe Sabatino Pitaro, amico e compagno di studi di don Luigi Sturzo e di Giovanni Gronchi, futuro presidente della Repubblica che lo stimavano profondamente.
   Un saluto e un augurio agli amici di Santa Rania.

 


12/10/2017 
          I viaggi di istruzione dell'UPMED: Oriolo

   Con la visita guidata di domenica prossima (15 ottobre) iniziano i viaggi di istruzione organizzati all'Università popolare del Mediterraneo per l'anno accademico 2017/18. Questa volta la meta sarà Oriolo, un paese dell'Alto Ionio cosentino incluso nel club dei borghi più belli d'Italia e in possesso della bandiera arancione, il marchio di qualità turistico - ambientale conferito dal Touring Club Italiano. 
   Oriolo ha, tra gli altri monumenti,  un interessante castello medioevale, la chiesa di San Giorgio di origine normanna e un anfiteatro. La storia del borgo si intreccia con quella dei Sanseverino.
  Un paese molto interessante, dunque, ma sono diversi i paesi dell' Alto Ionio
che meriterebbero una visita, come Plataci, il paese arbëreshë del quale era originaria la famiglia Gramsci, Alessandria del Carretto, Amendolara, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce e altri ancora. 


           Il Maestro Giulio Lucente espone ad Asti



  Da un post del nostro amico Vincenzo Lucente apprendiamo che da oggi, il maestro Giulio Lucente, pittore di vaglia, espone le sue opere nell'enoteca La Buta di Asti. 
  Per chi non lo sapesse, Giulio Lucente è un caccurese, nato nel nostro paese da genitori entrambi caccuresi nel 1957, ma nel 1960 si trasferì con la famiglia in Piemonte. Chi volesse saperne di più sull'opera di questo artista del quale come caccuresi dovremmo essere orgogliosi, può visitare questo link: http://www.isolamena.com/Rubriche/RADICI/GiulioLucente/giulio.htm.
Da parte mia faccio i complimenti al maestro e lo so saluto con affetto e stima. 

    Aperto il nuovo anno accademico dell'UPMED

   Si è aperto, ieri pomeriggio, nel salone dell'ex Dopolavoro ferroviario di Crotone, attualmente sede dell'Università popolare del Mediterraneo, l'anno accademico 2017-18. Per l'occorrenza si è festeggiato anche il Decimo anno di vita di questa importante associazione culturale. In questa pagina un servizio sulla manifestazione. 

 

23/09/2017  

                             Addio a Maria Pisano



 
Se n'è andata anche Maria Pisano, ieri a Crotone dopo una lunga malattia. Maria aveva 64 anni e ci lascia a quasi un anno dalla prematura scomparsa del fratello Pasquale. Un destino crudele per questa brava famiglia caccurese. Maria era una persona solare, cordiale, con l'eterno sorriso sulle labbra, una donna amabile con la quale era sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere. La famiglia di mia madre era molto legata alla madre e ai nonni per via di un sangiovanni di battesimo, cosa che rafforzava il legame di amicizia con lei.  Cara Maria, ci mancheranno moltissimo la tua cordialità, il tuo sorriso, le tue conversazioni con mia moglie e con me. In questo momento di grande dolore sono vicino ad Agostino e alle mie care alunne Anna Rita e Serena alle quali voglio far giungere le mie più sentite condoglianze. Addio, Maria, non ti dimenticheremo. 

 

23/09/2017

      Decimo anno accademico dell' UPMED



 
Sabato 30 settembre, alle ore 17, nel salone dell'ex Dopolavoro Ferroviario di Crotone l'Università popolare del Mediterraneo aprirà l'anno accademico 2017/18 con una cerimonia speciale in occasione del decennale dell'associazione culturale che vide la luce nel 2007 per iniziativa del presidente Maurizio Mesoraca e di un gruppo di collaboratori. Da allora è stato tutto un crescendo di iniziative culturali e di attività didattiche che hanno fatto  dell''UPMED un prestigioso presidio culturale della città di Crotone e della sua provincia. 
  All'iniziativa sarà presente il presidente nazionale dell' UPTER (Università Popolare di Roma) e dell' UNIEDA (Unione italiana educazione adulti) Francesco Florenzano. Sono previsti anche interventi di soci e rappresentanti della sede UMPMED di Santa Severina, nonché intermezzi musicale di allievi e maestri del liceo musicale G.V. Gravina. 

 

18/09/2017

               Alessandro e Alessandra sposi nel castello di Caccuri

   Con una bellissima cerimonia nell'antico palazzo ducale di Caccuri ieri pomeriggio Alessandro Costantino e Alessandra Blaconà, figlia del carissimo amico Franco, si sono uniti un matrimonio. A celebrare il  rito civile è stato il sindaco di Caccuri Marianna Caligiuri. Gli sposi sono stati accolti nel cortile del castello da un gruppo di ragazzi e ragazze in costume magno - greco, poi, poco prima delle 18, Alessandra, in un bellissimo abito bianco, ha fatto ingresso nel bastione merlato al braccio di un raggiante Franco.  Ai piedi della torre del Mastrigli l'attendeva il futuro sposo. Dopo il si e le formalità del caso sposi e invitati poi si sono trasferiti in un bellissimo locale di Borgo Saverona di Cirò per la cena di nozze. A me non rimane che rinnovare ad Alessandro e ad Alessandra gli auguri più affettuosi di lunga e felice vita coniugale e salutare con affetto i cari amici Franco e Angela. 

 

 










        


                                                                                                                             

 

2

3